Sempre più indignati il Comitato “Salviamo Belforte dall’Inquinamento” e tutti i cittadini sostenitori, che da oltre un anno si stanno battendo contro l’installazione di un palo di 36 metri con relative antenne SRB in un terreno privato in località San Giorgio a Belforte del Chienti, quando ieri si sono visti arrivare sul sito “incriminato” tir carichi di enormi pezzi ed un’autogru per il montaggio. In meno di una giornata il palo che sosterrà le antenne si è eretto sullo skyline della collina, deturpandone definitivamente l’immagine.
Ma la preoccupazione dei sostenitori la causa, non è solo quella dell’alterazione dell’immagine del territorio, ma è ben più forte, vale a dire quella sulla dubbia sicurezza che questi dispositivi possono avere per la salute, dubbi comprovati da numerosi studi, ed ultimamente anche avvalorati da sentenze, ultima quella riguardante il Comune di Domanico in Provincia di Cosenza, dove l’Amministrazione Comunale, in nome della salute pubblica, la sicurezza ambientale e la qualità di vita dei cittadini, ha vinto un ricorso contro una ditta installatrice che ha ritirato l’istanza.
Ed è anche per questo che il Comitato, raccogliendo oltre 500 firme, ha presentato ricorso al TAR contro la Cellnex Italia S.p.A. proprietaria dell’infrastruttura, Wind Tre S.p.A. società installatrice delle antenne S.R.B., Zefiro Net società subentrata alla Wind, e SUAP Unione Montana dei Monti Azzurri che ha rilasciato l’autorizzazione all’esecuzione dei lavori, nonostante il parere contrario del Comune.
Lo scorso 6 marzo si è svolta l’udienza pubblica dinnanzi al TAR sulla discussione del riscorso, e si è tutt’ora in attesa della sentenza, ma nonostante ciò, le ditte non sembrano arrestare la loro corsa verso l’obbiettivo, e così questa mattina è “apparso” il palo.
Il Comitato volge un appello ad Istituzioni e cittadini di non sottovalutare questa situazione e di non dare per scontato che quello che viene esaltato dai media, dai Governi e dalle lobby delle telecomunicazioni, in questo specifico caso, sia sempre innocuo e indispensabile alle nostre vite.
Quella che il Comitato sta facendo, non è una battaglia personale, ma è una lotta per salvaguardare il territorio, il futuro dei bambini e dei giovani, ed è altresì una campagna di sensibilizzazione su un argomento, quello dell’elettromagnetismo, che troppo viene ignorato per interessi economici che sicuramente non valgono quanto la nostra salute e quella dei nostri figli.
Il Comitato

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