Quarant’anni fa, esattamente il 29 marzo 1985, dopo lunghi lavori di restauro riapriva i battenti il teatro Feronia di San Severino Marche. Una data storica che l’Amministrazione comunale e i Teatri di Sanseverino hanno salutato, in questo periodo, con una serie di iniziative ricordo.
Fu un grande evento non solo per la città, ma per l’intera provincia, poiché all’epoca erano pochi i teatri storici in esercizio. Quasi tutti ottocenteschi, erano chiusi da anni perché non rispondevano più alle norme di sicurezza.
L’Amministrazione comunale dell’epoca, che quattro anni prima aveva avviato i lavori di completo restauro, con un investimento complessivo di circa due miliardi di lire, si preparò per tempo all’evento inaugurale e, con l’aiuto del sovrintendente dello Sferisterio di Macerata, Carlo Perucci, riuscì a scritturare per la serata di apertura una delle cantanti liriche più in voga in quel momento, il soprano Katia Ricciarelli.

Per accompagnarla sul palcoscenico fu chiamata l’Orchestra “Johann Strauss” di Vienna, diretta dal Maestro Kurt Woss. Dato i limitati posti del teatro, il concerto, ripreso dalla Rai, che lo trasmise il 28 maggio successivo, fu ripetuto la sera seguente con identico programma, comprendente brani strumentali ed arie d’opera di Straus, Rossini e Donizetti. L’addobbo florale del teatro fu offerto dalla Città di San Remo e venne localmente realizzato dal fioraio Pio Ciciliani. Il Feronia era rimasto chiuso ben venticinque anni e per annunciarne la riapertura la città fu tappezzata di grandi manifesti con la foto dell’interno appena riportato a nuovo splendore. Quella grafica fu utilizzata anche per il programma di sala e l’Amministrazione volle sottolineare l’evento anche con una edizione speciale del notiziario comunale, distribuito gratuitamente per una settimana attraverso le edicole cittadine.

Benché il teatro fosse rimasto chiuso per un quarto di secolo, “l’attività teatrale – ricordava nell’editoriale l’allora sindaco, Adriano Vissani – riprendeva dopo una parentesi ancora più lunga poiché, nel periodo precedente la chiusura, il Feronia era stato adibito a sala cinematografica”. Per consentire al maggior numero possibile di settempedani, anche ai più giovani che non vi erano mai entrati, di poter assistere ad uno spettacolo, il programma predisposto per l’evento di riapertura non si limitò alle due serate del concerto inaugurale. Già il 31 marzo si svolse un concerto vocale e strumentale con la partecipazione di tre corali, “Adriani” di San Severino, “Bezzi” di Tolentino e “Giogi” di Montecassiano, insieme all’Orchestra filarmonica dell’Università di Bologna. Seguirono ad aprile quattro spettacoli di prosa: “Cafè Feydeau” con Andrea Giordana, “Le anime morte” di Nicolaj Gogol, con Gigi Angelillo, “La Cortigiana” di Pietro Aretino, con Saverio Marconi, Marina Garroni e Michele Renzullo, infine “Bianco, nero e fumè” di Edmo Fenoglio, con Bianca Toccafondi e Orso Maria Guerrini. Nel 1985 ricorreva anche il centenario della morte dell’architetto settempedano Ireneo Aleandri, che nel secondo decennio dell’Ottocento era stato il progettista del teatro, all’epoca condominiale. Così all’evento inaugurale furono abbinate una mostra ed un libro a cura di Alberto Pellegrino. Nella mostra furono esposti manifesti, fotografie, articoli di giornale ed altre curiosità riguardanti il Feronia, mentre il volume, edito da Bellabarba, ripercorreva l’intera storia del teatro a San Severino Marche, in stretta connessione con la storia della città”.


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