Di questi tempi si parla molto dei giovani ma spesso le tematiche trattate servono per delle iniziative, per degli eventi mirati e poi tutto scompare nel dimenticatoio.
Chi segue la nostra testata on line conosce molto bene il prof. Giancarlo Marcelli (una vita trascorsa con i giovani) che è vicino ai ragazzi e con loro cerca un confronto costante e puntuale fatto di idee e proposte.
La sua è una passione che diventa “missione”.
Questa settimana torna a parlare di Giovani e la scienza:
“Leonardo da Vinci, un grande scienziato, inventore e artista italiano vissuto dal 1452 al 1519, per valorizzare lo studio scientifico e la natura delle sue scoperte ebbe a dire:
«quelli che si innamorano della pratica senza “scientia” sono come nocchieri che entrano in naviglio senza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la buona teoria, della quale la prospettiva è guida e porta, e senza questa nulla si fa bene». Ho richiamato questo illustre pensiero per aiutare i giovani a liberarsi dal luogo comune ancora vigente, che studiare non serva e tutto è affidabile alla pratica.
Studiare invece arricchisce la mente e l’anima e dà valore a qualunque ricerca. Per questo i giovani dovrebbero impegnarsi a scuola, costruendo lì il proprio futuro nella certezza che ogni notizia appresa arricchirà la mente e accrescerà le proprie abilità e in questo tempo di esaltazione del fare occorre dunque non tralasciare il sapere, per fare bene e inventare, come fece Leonardo.
La divagazione è indotta da colloqui quotidiani su temi scientifici e per aiutare a riflettere quanto sia grande la ricchezza umana se è quella della conoscenza.
Preoccupa un po’ l’atteggiamento dei giovani che per giustificare il proprio scarso impegno scolastico si rivolgono al professore invitandolo a non stressarli, perché comunque loro credono di saper fare e dunque di non aver bisogno di studiare.
Le migliori società invece nascono e si sviluppano se si diffonde l’aria della conoscenza, che favorisce il rispetto, la serenità e la creatività.
Nel recente viaggio in una straordinaria città italiana, sopraffatta per anni dall’ignoranza e dalla prepotenza, ho riscontrato come la rinascita sia guidata da giovani sapienti e brillanti allontanando da loro qualunque desiderio di sopraffazione e di trasgressione alle regole sociali.
Questo mi ha fatto pensare ai giovani del futuro prossimo che dovranno con intelligenza riannodare il nastro della libertà, ora quasi in preda all’ansia di mostrare quanto si può fare senza sapere! Ho molta fiducia nel loro impegno perché sanno ricolorare questo mondo sbiadito, sempre più maltrattato da oligarchi che stanno malamente governando. Sarebbe bello investire sulla cultura e porla a caposaldo del futuro!
Giancarlo prof. Marcelli


