Su quanto accaduto alla Casa Bianca abbiamo letto e ascoltato vari commenti. Noi, vi proponiamo una riflessione e il pensiero del professor Marcelli che, settimanalmente scrive un suo pensiero. Il tema di oggi è su quello che in tre anni è diventato un fatto storico: c’è stato un aggredito e un aggressore e c’è un “campo di battaglia”. Ognuno può decidere di stare con il più forte o con il più debole, di tifare per l’uno e per l’altro, ma questi sono i fatti:

“Il recente incontro alla Casa Bianca, nello studio ovale, fra il Presidente Trump e il Presidente Zelensky si è sviluppato in uno scenario surreale e impensabile visto il tema da trattare, quello della Pace!

Che uno Stato, quello Russo, aggredisca quello Ucraino, per il Presidente Americano, auto improvvisato “paciere”, non da il diritto all’aggredito di partecipare alle trattative con l’aggressore, ma agli Stati Uniti vanno  corrisposti fino a 500 miliardi di dollari di risorse minerarie, quale compenso per gli aiuti a Kiev.  Zelensky ha difeso, con dignità, il suo popolo chiedendo garanzie per il futuro, ma questo per Trump e i suoi collaboratori, un po’ giullari anche se mancava Musk, è apparso un insulto e una mancanza di fiducia da determinare l’allontanamento dell’ospite. L’avvenimento è degno di considerazioni oggettive sul modo come si è svolto e soggettive per il pensiero offensivo praticato della democrazia più grande del mondo. Oggettivamente il video trasmesso ha rappresentato non una trattativa, ma una prepotenza praticata verso la parte offesa, da umiliare in modo indegno il suo Presidente, da subito per l’abbigliamento fino ai passi successivi per le ripetute minacce annunciate. Trump non è democraticamente stimabile per il ruolo ricoperto in modo  anti democratico. Non lo è stato quando, non riconoscendo la vittoria di Biden, ha lanciato contro la Casa Bianca i suoi Zulu ignoranti e rozzi da profanare il regno della democrazia. Nella campagna elettorale ha offeso il suo primo antagonista, poi di fronte alla candidata Kamala Harris è pavidamente fuggito affidandosi a magnati impropri, ma elargitori di benefit, propri di   un sistema non democratico. Vero che ha vinto, ma quante situazioni ha inscenato, offendendo chiunque ha a cuore la democrazia!  Zelensky probabilmente sperava che avesse vinto il partito democratico, ma penso non credeva di essere così abbandonato da un’istituzione che ha un ruolo democratico mondiale invidiabile, fino  a  questo  suo nuovo Presidente. E’ difficile immaginare cosa accadrà nel prossimo futuro, ma sicuramente gli aiuti americani saranno ritirati e per l’Europa nascerà un vero problema, quello di sostenere l’Ucraina, attrezzandosi necessariamente, per evitare che la prepotenza non debba prevalere sul diritto! Per quanto raccontato è spontaneo il personale pensiero di avversione a Trump, nella convinzione che la Comunità Europea si debba liberare   dei laccioli dei sovranisti a tutela del mondo libero, come pretende la sua storia di  speranze attente alla libertà.”

 

 

Giancarlo prof. Marcelli – Castelraimondo (Mc) Via Roma 8 – 3357113751

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