Accorpamento, con una sola dirigenza, dell’Istituto Comprensivo Simone De
Magistris di Caldarola all’Omnicomprensivo Frau-Leopardi di Sarnano per il prossimo anno
scolastico, il Comune di Caldarola ricorre al Tar. È stato presentato il 28 febbraio scorso, tramite
l’avvocato incaricato dall’ente, Luca Forte, il ricorso al Tar che impugna la delibera regionale con
cui viene dato il via libera all’accorpamento tra il De Magistris e la realtà scolastica di Sarnano. Il
ricorso è stato presentato contro la Regione Marche, il Dipartimento Politiche Sociali, Lavoro,
Istruzione e Formazione regionale, il Ministero dell’Istruzione e del merito, l’Ufficio Scolastico
Regionale delle Marche, la Commissione consiliare permanente del Consiglio regionale,
l’Assemblea legislativa Marche, Affari istituzionali, Cultura, Istruzione, Programmazione e Bilancio
e il Consiglio Autonomie Locali. «A oggi – spiega il sindaco Giuseppe Fabbroni – riteniamo che non
ci sia stata una adeguata istruttoria per attuare l’accorpamento e che non siano state tenute in
considerazione le peculiarità del Comune di Caldarola e degli altri Comuni su cui opera l’Istituto». Il
Comune di Caldarola insorge quindi contro un provvedimento che non è stato condiviso nella
forme e nei tempi opportuni: «Innanzitutto – prosegue Fabbroni – non troviamo una motivazione
congrua che giustifichi questo accorpamento. Nel corso del tavolo interistituzionale del 13
dicembre scorso, questa ipotesi non è mai stata né discussa né accennata. In quella sede erano
state valutate otto proposte di accorpamento, ma nessuna di queste includeva Caldarola. Poi,
improvvisamente, il 23 dicembre è comparsa la proposta dell’Ufficio Scolastico Regionale in attesa
del parere favorevole della giunta regionale, che prevedeva l’accorpamento De Magistris-Frau
Leopardi. Non capiamo cosa sia cambiato in dieci giorni e quale sia il motivo per cui nessuno degli
enti e degli istituti coinvolti sia stato avvisato. Questo – evidenzia il primo cittadino – è il vizio per il
quale ci sembra che ci sia stata a monte una istruttoria incompleta e che si sia trattato di una
decisione calata dall’alto il 23 dicembre, senza essere stata discussa al tavolo interistituzionale.
Vizi a cui si aggiungono disposizioni regionali e nazionali che richiedono particolare attenzione nel
tutelare le sedi scolastiche montane. Chiaro che anche queste possono essere oggetto di
ridimensionamenti, ma a seguito di una istruttoria adeguata e di maggiori attenzione, cautela e
motivazione rafforzata che, in questo caso, sono venute meno».



