Da Urbino arriva il grido d’allarme del professore Massimo Cacciari che boccia gli atenei telematici e lo fa durante la lectio magistralis “Le molte vite della città”.
Martedì scorso il professor Cacciari, in occasione dell’inaugurazione del ciclo di conferenze per i venti anni dalla morte dell’architetto Giancarlo De Carlo, ha voluto con forza dire no alle università telematiche.
Il noto filosofo, saggista, politico e opinionista italiano, già sindaco di Venezia dal 1993 al 2000 e dal 2005 al 2010, ricorda il progetto Bo-De Carlo che voleva “rivitalizzare le piccole città grazie alle università”.
Ma ora quei centri, come Urbino, sono minacciati dalle università telematiche. “Così le piccole città muoiono” e i primi colpevoli sono i politici e la politica, che “vuole distruggere l’università pubblica”.
Nel suo discorso ricorda come sia stato fondamentale e vitale per Urbino l’università che con Bo e De Carlo divenne un fiore all’occhiello marchigiano e punto di riferimento.
“Oggi – afferma Cacciari – le piccole Università risentono sempre più la concorrenza delle Università telematiche, che regalano lauree”.
A chi lo ha avvicinato per una dichiarazione video a detto (fonte Il Ducato.it): “Chi viene più a studiare a Urbino ora che ci sono le telematiche?
https://www.instagram.com/reel/DF-JRfJMoCQ/?igsh=a3M3bXo2a2V1cXJ4
Quindi le piccole Università come Urbino, ma anche le università di Siena e Camerino (al Sud, , precipitano le iscrizioni) secondo il filosofo sono tutte destinate a chiudere per dare spazio alla Telematica.”
Parole che sono riecheggiate anche nella città ducale di Camerino dove gli sforzi degli ultimi anni fra l’amministrazione Lucarelli e il Magnifico Rettore Leoni, soprattutto dopo il Sisma del 2016, vedono un Ateneo in buona salute che però in prospettiva, potrebbe subire dei contraccolpi se arrivassero le Università private.
La Regione Marche, grazie all’interessamento del vice presidente del Consiglio Regionale Pasqui, ha elargito dei fondi per iniziative dell’Ateneo camerte.


