Tutt’altro che un regalo di Natale quello arrivato in questi giorni dalla Regione in diversi centri dell’entroterra, tra cui anche Caldarola. È infatti approdata, sul tavolo della Prima Commissione consiliare permanente, una delibera con cui la giunta regionale prevede di accorpare – per il prossimo anno scolastico – alcuni istituti dell’entroterra maceratese, coinvolgendo anche il Comprensivo Simone De Magistris, che ha sede a Caldarola e conta distaccamenti nei Comuni di Belforte del Chienti, Camporotondo, Cessapalombo e Serrapetrona.

L’atto, che verrà discusso in Prima Commissione lunedì 30 dicembre, prevede dunque – tra le altre proposte – l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo De Magistris di Caldarola con l’omnicomprensivo Frau-Leopardi di Sarnano. Vale a dire che i due istituti (il primo dall’Infanzia alla secondaria di primo grado e il secondo una scuola superiore) si fonderanno in un’unica realtà, con un solo dirigente scolastico e un’unica graduatoria interna di istituto, con ripercussioni sui docenti titolari nelle scuole accorpate e per i docenti titolari nella scuola di destinazione. L’ennesima scossa in un territorio che continua a parare i colpi delle conseguenze dal terremoto, prima su tutte lo spopolamento. Il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, non ci sta e si dice pronto a dar battaglia affinché l’entroterra venga tutelato nella ricostruzione e nella rinascita, a partire dall’istruzione. «Quella della Regione è una proposta inammissibile – dice il primo cittadino -, il colpo di grazia per comunità come le nostre che dal 2016 stanno provando a ripartire. Tutti i giorni ci troviamo a far fronte allo spopolamento, in una continua lotta per mantenere i servizi. A Caldarola la scuola è stata la prima struttura ricostruita e inaugurata dopo il sisma del 2016 grazie alla sinergia con i privati, proprio perché rappresenta il vero collante per una popolazione disgregata e che perde pezzi ogni giorno. Accorpare ora l’Istituto De Magistris significa cancellare uno dei pochi segni identitari che ci restano, smembrare un istituto storico che ha formato intere generazioni. Come si può pensare, poi, che un Istituto Comprensivo si possa accorpare a una scuola superiore? Non solo non si hanno a cuore i territori sempre più deserti, ma nemmeno la professionalità degli insegnati e dell’offerta formativa. Ci sembra un pot-pourri creato da chi non guarda al valore dell’istruzione, ma solo a numeri e statistiche».
Poi l’affondo nei confronti dei vertici regionali: «La giunta regionale, con questo atto – aggiunge Fabbroni – ha soprasseduto a un indirizzo della Provincia in cui veniva chiaramente stabilito di non modificare gli assetti scolastici del territorio maceratese.
Ci sembra un gioco al massacro in cui da una parte sentiamo tante belle parole sul futuro dei nostri territori, ma dall’altra dobbiamo essere sempre pronti a parare i colpi delle mannaie che pendono sulle nostre teste.

Purtroppo a contare sono i fatti e non le promesse non mantenute». Ma il sindaco di Caldarola non si arrende: «Non resteremo in silenzio – conclude – siamo pronti a opporci in qualsiasi modo a una decisione presa d’imperio che non giova a nessuno se non a favorire ancora una volta la costa, penalizzando invece chi ha deciso di restare nei nostri territori. Una battaglia in cui non saremo soli: l’Unione Montana dei Monti Azzurri si è già detta disponibile a intervenire e anche i sindacati hanno già espresso la loro contrarietà».
Dopo la discussione della delibera in programma lunedì, la Prima Commissione esprimerà un proprio parere e la giunta regionale – sulla base di eventuali osservazioni o emendamenti – potrà accogliere o respingere le modifiche e renderla esecutiva. Non è infatti previsto il passaggio in Consiglio regionale della proposta di dimensionamento, dal momento che già nel 2023 erano state discusse e approvate le linee di indirizzo valide fino al 2026.


