Rileggendo la Costituzione e la sua attuale modifica richiesta con il premierato, al di la di specifiche considerazioni associate all’idea di democrazia, mi ha colpito la proposta di abrogazione dell’art. 59 per quanto riguarda la “nomina di senatori a vita per cittadini con alti meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Si pensi a Renzo Piano, un vero luminare nel mondo dell’architettura, a Rita Levi Montalcini una donna straordinaria per competenze scientifiche nel settore della neurologia, a Liliana Segre custode indefessa della storia, a Luigi Sturzo autore solidale della Costituzione, a Eugenio Montale poeta scrittore giornalista, a Carlo Rubbia fisico premio Nobel. Per i proponenti del premierato costoro sono considerati ingombranti,  da non  nominare senatori a vita per il vizio originario di studiare! Mi si consenta una battuta che uso spesso: ma è sempre la stessa storia della volpe e l’uva che diviene acerba  quando non raggiungibile? Per favore almeno togliamo il populismo sulla qualità culturale di cui la nostra democrazia non ha bisogno! Occorre   meditare sul passato, sul presente e sul futuro certo con onestà intellettuale, ma diffidando da chi non ama lo studio, considerato una sorta  di appannaggio sociale e non di personale impegno, e soprattutto ritiene di essere un modello di vita! Per me, povero mortale, i modelli sono i senatori a vita!

 

Giancarlo prof. Marcelli – 3357113751 – Castelraimondo (Mc)

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