Una comunità attonita, stretta in un abbraccio di strazio e commozione, si è ritrovata nella chiesa di San Domenico per dare l’ultimo e doloroso saluto a Stefano Fiori, il giovane di soli 21 anni drammaticamente scomparso in un incidente d’auto lungo la strada statale 361 “Septempedana”.

Una partecipazione enorme ha segnato il giorno del lutto, con la chiesa incapace di contenere la folla accorsa, caratterizzata soprattutto dalla presenza di tantissimi giovani e amici. Proprio l’affetto dei coetanei si è fatto sentire con forza subito dopo la comunione, attraverso toccanti testimonianze, e poi all’esterno: all’uscita del feretro, ad attenderlo c’erano molte auto, protagoniste di un rombo sincero e partecipe con cui i ragazzi hanno voluto omaggiare la grande passione per i motori che accendeva la vita del ventunenne.

Il dolore e l’appello accorato del sindaco Piermattei

Nel corso della cerimonia, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha portato la vicinanza dell’intera collettività con un messaggio profondo, culminato in un appello accorato alla prudenza e alla responsabilità sulla strada:

“Prendere la parola oggi è il compito più difficile, più doloroso e più ingiusto che un sindaco possa trovarsi ad affrontare – ha detto il primo cittadino –. Le nostre strade sono ormai macchiate da troppo, ingiusto, inaccettabile sangue. L’asfalto continua a inghiottire i nostri figli, a strappare alla vita la nostra gioventù più bella, a lasciare famiglie distrutte e un vuoto che nulla potrà mai colmare”.

Ricordando la recente scomparsa di un altro giovane della comunità, Stefano Marrese, insieme a Gaia, il sindaco si è poi rivolto direttamente ai numerosi ragazzi presenti:

“A voi giovani, a voi amici di Stefano e di tutti i giovani che abbiamo pianto su queste strade, voglio dire una cosa con tutto il cuore e con la forza della disperazione: custodite la vita. Quando vi mettete alla guida, portate con voi il ricordo di chi non c’è più; fate che la loro memoria diventi la vostra protezione”.

L’omelia e l’ultimo abbraccio

A presiedere la liturgia è stato fra Luciano Genga, parroco della basilica di San Lorenzo in Doliolo e custode del santuario di San Pacifico. Durante l’omelia, il sacerdote ha invitato tutti i presenti a cercare una luce di speranza in un momento di tenebra così profonda:

“La giovinezza è il tempo più bello, spumeggiante, pieno di sogni e desideri – ha sottolineato fra Luciano –. Stefano aveva una grande passione per i motori e faceva il meccanico: un lavoro che richiede pazienza, attenzione, dedizione. Oggi questa passione dobbiamo trasformarla in una risposta di fronte a un dolore così grande. Accogliamo tutti la lezione di Stefano e facciamo in modo che questa passione sfoci nell’amicizia, nel rispetto e nel bene verso gli altri”.

Al termine della funzione, mentre il feretro lasciava la chiesa tra i motori rombanti degli amici, la comunità si è stretta attorno ai familiari in un clima di composto e struggente cordoglio.

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