Vent’anni fa erano oltre 24 milioni gli italiani che ogni giorno sfogliavano un quotidiano; oggi sono appena 10 milioni (dati ItaliaOggi). Di fronte a un crollo che fa riflettere, tutto ciò che serve per sostenere la diffusione dell’informazione giornalistica, specialmente quella di carta, non può che scaldare il cuore.
Proprio in quest’ottica, il 10 settembre il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha pubblicato il nuovo bando per l’anno scolastico 2026/2027, destinato a riportare quotidiani, periodici e riviste scientifiche tra i banchi di scuola.
Il Contributo: Come Funziona
La misura, istituita originariamente nel 2020 e ormai a regime, prevede un rimborso pari al 90% della spesa sostenuta dalle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado. Grazie alle modifiche introdotte dalla Legge n. 213 del 2023 (art. 1, comma 320), il contributo è ora unico per tutte le istituzioni scolastiche ed è stato più logicamente ancorato all’anno scolastico anziché a quello solare, semplificando la programmazione didattica dei docenti.
Fondi e Scadenze da Ricordare
Con un fondo disponibile pari a 2 milioni di euro, le segreterie scolastiche devono prestare la massima attenzione alle finestre temporali stabilite dal Ministero:
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Spese ammissibili: Gli acquisti devono essere effettuati rigorosamente tra il 1° settembre 2026 e il 26 febbraio 2027.
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Invio domande: Le richieste andranno inoltrate dal 10 dicembre 2026 al 15 marzo 2027.
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Procedura: L’istanza deve essere indirizzata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, corredata obbligatoriamente dalla firma digitale del Dirigente scolastico.
Cosa si può (e non si può) acquistare
Il bando parla chiaro sui prodotti ammessi, premiando l’informazione accreditata e il reale utilizzo didattico:
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Spese Ammesse: Si possono acquistare giornali, riviste e periodici (sia in formato cartaceo che digitale), purché regolarmente registrati in Tribunale.
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Spese Escluse: Non sono ammessi al rimborso i libri, i servizi di prestito digitale, i software per la gestione della classe o i prodotti privi di finalità didattica (ad esempio quelli a uso esclusivo della segreteria). Attenzione: è categoricamente escluso anche qualsiasi abbonamento che non sia stato preventivamente deliberato dal Collegio dei docenti.
In un’era dominata dalla lettura frammentaria sugli schermi, riportare la liturgia e il profumo dell’inchiostro in classe è una piccola ma preziosissima vittoria. Lunga vita al giornale di carta!
Qual è secondo te il quotidiano o la rivista che non dovrebbe mai mancare nella biblioteca di una scuola di oggi?

