Alle 3.36 del 24 agosto 2016, il Centro Italia venne dilaniato da una tragedia, il terremoto, che ha segnato le comunità colpite e la vita di migliaia di persone. Fra vittime, famiglie spezzate, comunità ferite, il sistema economico risultò distrutto e il patrimonio storico culturale, identitario delle comunità, gravemente compromesso. A dieci anni dall’avvenimento con serenità occorre fermarsi a pensare come, ovviamente non solo per il sisma, quanto ricostruito è stato adeguatamente fatto e preservato per il futuro, perché tale è la condizione primaria della rinascita sociale.

Ricordo la notte citata, come momento di caos assoluto fra urla e grida di paura, poi i sopralluoghi nella propria abitazione e nelle scuole dirette, con lo spirito di una serena partecipazione, unica condizione di pianificazione corretta per la ripresa. Nel tempo, da Ingegnere, ho partecipato anche a altri sopralluoghi, ho organizzato nell’istituto per geometri diretto di Camerino convegni e confronti con colleghi di altre regioni (Friuli e Emilia Romagna) e soprattutto ho invitato la pubblica amministrazione e gli enti professionali a operare in un’unica direzione, quella della tutela storica delle comunità, anche attraverso una ricostruzione adeguata e coerente con quanto già ricostruito, dopo il sisma del 97!

Per questo sobbalzo quando ora, per una ricostruzione parziale, si cerca di strumentalizzare gli interventi conclusi, dimenticando che  ognuno,  pur nella grande difficoltà propedeutica di definizione delle procedure si è mosso, dopo le concitazioni iniziali, con perizia: ricordo ovviamente oltre l’attuale commissario Castelli, dedito recentemente in una autovalutazione a mio avviso troppo  autoreferente, almeno il suo collega Legnini, attualmente Sindaco di Chieti, autore indefesso di norme di ricostruzione risolutive e ricercatore di fondi Europei indispensabili, al momento  un pò dimenticati! Non è una guerra “fintamente partigiana” quella che va in questo momento adottata, ma un impegno risolutivo dei tanti cantieri privati ancora in corso, delle opere pubbliche ancora non in opera e di un progetto di rinascita sociale, importante nelle fasi iniziali come in quelle conclusive.

Proprio questa mattina sono intervenuto nel programma di radio 3 “tutta la città ne parla”, con grande piacere per sostenere il territorio in cui vivo, sollecitare attenzione verso una ripresa sociale non effimera, evitando che la storia venga  quasi trasformata in favola, valorizzare e sostenere il coraggio di chi vorrà rientrare e tutelare una scuola che nei territori considerati non può essere più penalizzata da processi di riorganizzazione, a meno che non si creda nella ripresa citata!

L’attenzione dei conduttori mi ha gratificato e magari spero anche la condivisione degli ascoltatori. Questi sono pensieri limitati il cui scopo è quello di farli divenire un seme di ripresa il cui vero nastro identificativo è rappresentato dalla tenacia dei residenti e da quella straordinariamente creativa dei giovani, da sostenere in ogni attività, per evitare che se ne vadano.

 

Giancarlo prof. Marcelli – 3357113751

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