Il 2 giugno 2025 la nostra Repubblica compie esattamente 79 anni dal   referendum istituzionale, tenuto tra il 2 e il 3 giugno del 1946, in cui gli italiani furono chiamati alle urne per decidere quale forma di Stato, monarchia o repubblica, scegliere per il Paese. Un referendum che ha segnato una   svolta epocale perché è stata la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia, dopo il periodo buio della dittatura, alla quale parteciparono, per la prima volta, anche le donne. Vinse la Repubblica e il 18 giugno 1946 la Corte di Cassazione, dopo 85 anni di monarchia, ne sancì la nascita.

A distanza di tempo può anche essere interessante guardare i numeri che caratterizzarono la votazione: andò al voto l’89% degli aventi diritto e la percentuale di voti favorevoli alla repubblica fu del 54,3%, mentre quella dei voti favorevoli alla monarchia del 45,7%.

Una curiosità particolare, coerente con il momento, fu che al nord vinse la Repubblica, al sud la monarchia, rilievo non  marginale che evidenzia come la democrazia  comunque ha  la sua piena efficacia  con il  popolo che la esercita attraverso il voto.

La Carta Costituzionale che segui, all’art. 1 definì 3 principi costituzionali essenziali della democrazia: il lavoro su cui essa si fonda, la sovranità come definizione di appartenenza e partecipazione alla vita democratica e il rispetto dei limiti della Costituzione. I padri Costituenti, a garanzia dei cittadini  per il rispetto e l’equità delle attività, segnarono nella carta   un equilibrio fra i poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, straordinario e utile per questo tempo in cui molti istituti democratici appaiono logorati e traspare una sorta di stanchezza generalizzata ai principi fondanti.  Questa breve e sintetica memoria non va trascurata perché vuol sostenere il diritto alla sovranità e tutelarne l’applicazione attraverso la partecipazione attiva, mai riducibile al capriccio del momento e alle strategie partitiche. Si può anche pensare che il voto non serva, ma va praticato comunque nel rispetto di quanti si sono battuti per la sua corretta applicazione e a tutela della propria cittadinanza attiva. Termino questa breve riflessione con uno intenso  pensiero del Presidente Mattarella che, a tutela della democrazia,   ha scritto: “ la garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nel viverla ogni giorno”.

 

Giancarlo prof. Marcelli

 

 

 

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