Come cambia il mondo! La ShepherdSchool, la Scuola per pastori e allevatori del progetto LIFE ShepForBio, è al suo terzo anno di attività per aspiranti pastori e allevatori, 8 i posti disponibili.
In questi giorni sono iniziate le lezioni del nuovo corso della ShepherdSchool, un’iniziativa che sta cambiando il volto della pastorizia.
La scuola per pastori e allevatori di Stia, provincia di Arezzo, non si limita a trasmettere competenze tradizionali, ma punta a coniugare la cultura rurale con le esigenze contemporanee, formando una nuova generazione di professionisti in grado di affrontare le sfide ambientali e sociali del nostro tempo.
La ShepherdSchool si inserisce in una rete di scuole simili presenti in Europa, ma con una particolare attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione del paesaggio montano. Questa iniziativa non si limita alla trasmissione di pratiche zootecniche, ma si propone come un laboratorio di idee, dove teoria e pratica si fondono per formare “custodi del territorio”. La scuola, infatti, si concentra su temi come la conservazione ambientale e la gestione sostenibile delle risorse naturali, con l’obiettivo di educare i futuri pastori a diventare protagonisti di un equilibrio tra natura e attività umane.

Il corso è gratuito: quest’anno sono state 75 le candidature arrivate da tutta Italia. Tra gli otto partecipanti selezionati, sei sono donne. Questo dato segna un cambiamento significativo in un settore storicamente dominato da figure maschili. La pastorizia, infatti, sta vivendo una vera e propria evoluzione culturale, che sta aprendo le porte a una nuova generazione di professionisti giovani, qualificati e, soprattutto, motivati.
Questa nuova leva di pastori rappresenta una risposta concreta alla crisi delle aree interne, dove lo spopolamento è sempre più critico. La figura del pastore torna centrale: non solo gestore di greggi, ma custode di biodiversità, capace di unire tradizione e innovazione. Il corso si articola in due fasi: 23 giorni di teoria nei weekend da aprile a giugno, seguiti da 30 giorni di stage nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
Non è solo un’occasione di formazione professionale, ma anche un segno di cambiamento culturale, un modo per riconoscere che la pastorizia non è un mestiere del passato, ma una professione che guarda al futuro, pronta a rispondere a sfide di una #società in evoluzione.



