La vicenda del giovane studente Leonardo è balzata alla cronaca nazionale per la gravità dell’episodio, (un brutto voto a scuola e il 15enne si è tolto la vita con la pistola del padre) ma soprattutto perché morire per mancanza di rispetto in un mondo (scuola) dove socializzare e condividere, dovrebbero essere i motivi fondanti in una società che si definisce evoluta.

 Vi proponiamo la riflessione attenta del dirigente Marcelli, uomo di scuola e profondo conoscitore delle dinamiche scolastiche: 

La storia del giovane Leonardo, suicida magari  per l’insofferenza contro il mancato rispetto ricevuto a scuola, sa di resa della società, della famiglia e della scuola contro la prepotenza.

Nella mia vita professionale di docente e dirigente ho incontrato tanti giovani sperduti nella vita di gruppo ,che con difficoltà o sopravvivono alle prepotenze quotidiane o crollano. Arrivano a scuola già deboli e insicuri spesso non opportunamente tutelati dagli adulti che operano nel sistema. Lungi da me alcuna accusa verso il sistema scuola, anche  perché ha caratterizzato la mi esperienza di vita . Credo che la scuola meriti maggiore dignità di considerazione e non venga ricordata solo per essere accusata di incapacità educative, chiedendole contestualmente di essere più severa e cercare di sostenere.

La prima questione che pongo: cosa vuol dire essere severi? Per definizione la severità è fermezza  nell’applicazione di un programma o di un principio comportamentale, ma come si può fare per governare comportamenti insicuri,  evitare le prepotenze a scuola .  Mi viene da dire che i giovani che si affannano nel  rispettare le norme probabilmente non sono abituati a farlo fuori della scuola; sono abitudinariamente liberi di fare quello che credono li faccia sentire importanti, magari per mancanza di valori e esempi. Questo è   un giudizio generalizzabile anche verso Ministri che per  un verso reclamano di tutelare l’omogeneità etica, poi reclamano severità a scuola! La scuola, cari tutti, è il regno della cultura, termine caleidoscopico in cui si trovano tutti i parametri di una società multietnica, dalla solidarietà all’amicizia. Questo valore è  da sostenere fra i giovani perché nessuno  può essere denigrato da “quattro scemi” senza dignità, ma in caso di avvenimenti gravi, va  tutelato senza reclamare severità per  ragazzi sbandati e poi correre a sostenere comportamenti anti integrazione  di propri colleghi. Una chiosa conclusiva a  sostegno del pensiero espresso: in questo tempo di contraddizioni e inutilità,  la resistenza democratica, cioè la capacità di diffondere il rispetto verso gli altri ,   reclama il valore dei diversi in una società multiculturale.

Forza allora ragazzi, alzate tutti lo sguardo verso i problemi e sostenetevi isolando quanti pensano di selezionare quello che è diverso da loro. Forza Famiglia, Scuola e società, fate sistema e comportatemi rispettando i vostri protocolli che appartengono ai propri ruoli. Un po’ di silenzio sarebbe utile da parte di chi fa della scuola una sorta di specchio di propaganda  che vale però  per le allodole … politiche! Scusa Leonardo se non hai trovato il sostegno che meritavi!

 

Giancarlo Prof. Marcelli DS in quiescenza – 3357113751 – Castelraimondo (Mc)

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