La posizione assunta dai Senati Accademici dell’Università di Torino, della Normale di Pisa e di altri centri di ricerca di boicottare attività con analoghi enti Israeliani pone il problema della neutralità della scienza e della cultura a livello internazionale.

Le scelte, che sono comunque effettuate da Senati accademici nell’ambito dell’autonomia universitaria, rendono la problematica più complessa, dall’ essere stigmatizzata con un cenno di assenso o dissenso verso le decisioni assunte.

Un buon compromesso potrebbe essere quello di definire antecedentemente punti di condivisione comportamentale fra enti di ricerca e in caso di contese fra popoli belligeranti, che dimenticano il dolore che si produce nei più inermi per gli interessi, praticarle congiuntamente. Solo una scelta ragionevole e congiunta contro la guerra in ogni angolo del mondo civile , sviluppata in una sorta di obiezione alla ricerca, potrebbe indurre a evitare il peggiore mezzo di risoluzione di controversie territoriali, commerciali e economiche a favore della pace. In caso contrario prevarranno anche sulla ricerca le divisioni che parallelamente si codificano con la guerra, di fatto sui poveri! L’idea può apparire un’utopia, ma in quanto tale stimolatrice di pace per gli effetti secondari su tutti, ricchi e poveri.

Buon tempo Pasquale infine ai bambini dei popoli bombardati, ma anche a quelli di chi bombarda, nella speranza che si concluda rapidamente questo sciagurato utilizzo di armi e prevalga la legge della solidarietà!

Giancarlo prof. Marcelli – Castelraimondo (Mc) – 3357113751

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