Un pensiero costante quello del prof. Giancarlo Marcelli che ci propone una riflessione su un tema di grande attualità: rivedere le relazioni con i giovani.

“Da operatore scolastico ultradecennale sento profonda amarezza quando, di fronte a giovani aggressivi e violenti, sento dire che anche la scuola fa male la sua parte sociale, mentre molte circostanze sfuggono alle famiglie e al loro ruolo. Le recenti aggressioni in città come Roma e Napoli non possono essere pensate come giochi anti noia invece che indotte da una grande solitudine culturale.

Fa tremare la trascuratezza extrascolastica di alcune famiglie, indifferenti a qualunque coinvolgimento per il tempo da trascorrere in compagnia dei propri figli nello studio e la condivisione degli impegni, quando incapaci   di affrontare i momenti critici della solitudine, della trascuratezza sociale, nel coinvolgimento con altrettanti colleghi senza ideali. Sulle dinamiche giovanili ho più volte constatato come siano più soli i più deboli , avvolti nelle loro incertezze e paure. Chiedere a questi genitori della loro trascuratezza sarebbe naturale, come pure affrontare con severa dignità la leggerezza della vita dei propri figli. Condividere il tempo scuola, gli impegni scolastici può certamente aiutare a riempire di valori la solitudine e a non lasciare disarmata la scuola che spesso non ha nei genitori alleati, ma difensori anche di malefatte. Mi viene da ricordare al prof. Valditara l’esistenza del “Patto educativo di Corresponsabilità” introdotto oculatamente dall’allora Ministro Berlinguer, attraverso il quale si realizzava una alleanza efficace con una triangolazione educativa non banale, fatta da scuola, giovani e famiglie in un catalogo di impegni seri, impegnativi e gratificanti. Un altro dettaglio trascurato dalle famiglie è quello di pensare che la valutazione scolastica negativa non sia un segno dell’irresponsabilità del giovane, ma della prepotenza dell’adulto docente! Cosa fare allora per una vita scolastica culturalmente redditizia, oltre i divieti d’uso dei telefonini o l’inserimento di telecamere e metal detector? Ricordo che riprendere i valori abbandonati dell’impegno e della serietà comportamentale deve essere per le famiglie un obbligo sociale da sviluppare e per le scuole una condizione di crescita ricca, di sensazioni positive, di amicizie creative e di risultati di apprendimento gratificanti, cosa che in questo tempo non si riscontrano. Certo occorre mettere un freno ai comportamenti sciagurati con regole ma non vanno trascurati coinvolgimenti positivi, iniziative di sensibilizzazione sociale per dare certezze, sicurezze e la consapevolezza che la scuola e la famiglia si muovono nella stessa direzione. I legislatori in questo tempo caotico preferiscono l’indifferenza controllata su giovani socialmente assenti alla rigorosità valutativa dei valori quotidianamente acquisiti nei processi formativi.

E’ impegnativo per docenti disarmati e per genitori involontariamente disattenti? Magari, ma è essenziale per riordinare socialmente i rapporti e valorizzare ceti sociali impegnati nei valori che creano rispetto e serenità.”

 

Giancarlo prof. Marcelli

 

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