La pazienza delle comunità dell’Alta Valle del Potenza è ufficialmente esaurita. La notizia, appresa solo per vie indirette, del prolungamento della chiusura notturna della Strada Statale 361 “Septempedana” fino alla fine di ottobre ha scatenato la dura levata di scudi dei sindaci di Pioraco, Sefro e Fiuminata. Di fronte a un cantiere che si protrae ormai da anni, i primi cittadini denunciano la gestione di ANAS e minacciano di adire le vie legali se non verrà garantito il transito continuativo sull’unica vera via d’accesso al territorio.

Un cantiere “eterno” che isola l’Alta Valle I lavori attuali, volti a completare l’unione tra le gallerie “Scoglio del Paradiso” e “della Cartiera” (resi necessari dopo una grave frana nell’autunno del 2021), avrebbero dovuto comportare limitazioni al traffico solo per due settimane, dal 14 al 25 settembre. Al contrario, il blocco della circolazione dalle 21.20 alle 6.00 del mattino si protrarrà per un ulteriore mese e mezzo.

Questa interruzione notturna rappresenta un colpo durissimo per il tessuto socio-economico locale. Blocca i turni serali e notturni delle maestranze del polo cartario di Pioraco, ostacola il rientro dei residenti e costringe gli automobilisti a pericolose deviazioni su strade di montagna, prive di adeguati standard di sicurezza.

L’ira dei primi cittadini I sindaci del territorio non usano mezzi termini e definiscono l’operato dell’ente di gestione stradale “opaco” e lesivo dei diritti dei cittadini.

Matteo Cicconi (Pioraco) parla di un vero e proprio «insulto al senso civico e alla lealtà istituzionale», sottolineando come la SS 361 non possa essere considerata un cantiere sperimentale abbandonato a se stesso, ma l’unica via di accesso al paese. «Non accetteremo più rinvii, né chiusure di nessun tipo. Non lasceremo i nostri borghi ostaggio di un cantiere eterno».

Sulla stessa linea Vincenzo Felicioli (Fiuminata), che denuncia la totale incapacità di programmazione da parte di ANAS: «Dilatare i tempi all’infinito e comunicarlo all’ultimo minuto significa paralizzare l’intera economia locale. O si adotta un modello operativo che mantenga aperta la carreggiata, oppure chiameremo la magistratura a fare luce sui ritardi e sulle responsabilità».

Pietro Tapanelli (Sefro) evidenzia l’assurdità di un cronoprogramma costantemente disatteso per mettere in sicurezza poche decine di metri di strada. «Il diritto alla mobilità non si svende. Pretendiamo la revoca immediata di ogni blocco; in caso contrario, presenteremo un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiederemo il risarcimento dei danni».

I tre sindaci hanno richiesto la convocazione immediata di un tavolo di crisi in Prefettura, alla presenza dei vertici regionali e nazionali di ANAS. L’ultimatum è chiaro: nessuna nuova proroga sarà tollerata e, in assenza di garanzie formali sul transito incondizionato, la vertenza si sposterà nelle aule di tribunale.

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