L’edizione 2026 delle visite straordinarie a Villa Buonaccorsi va in archivio registrando un successo su tutta la linea. Con una media di 60 visitatori per ciascuna giornata di apertura e il “tutto esaurito” segnato in ogni data in programma, il gioiello architettonico e paesaggistico di Potenza Picena si conferma uno dei siti più amati e suggestivi del territorio. Il bilancio di fine estate, tracciato nell’ultima domenica di apertura, va però oltre i semplici numeri: rappresenta il primo traguardo di un complesso percorso di valorizzazione che vede collaborare attivamente istituzioni nazionali, enti regionali e associazionismo locale.
Il successo del gioco di squadra
L’acquisizione del sito da parte del Ministero della Cultura ha segnato un punto di svolta, avviando un iter che mira a restituire il complesso alla collettività. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha ribadito il forte impegno condiviso: “Questo straordinario patrimonio deve diventare un punto di riferimento. C’è un impegno confermato da parte del Ministro e della Regione per ridare a questo luogo il suo splendore e rendere gradualmente accessibili tutti gli spazi”.
A rendere possibile l’apertura estiva è stata una fitta rete di collaborazioni sul territorio. Come sottolineato dal sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini, il percorso è stato garantito dalla sinergia tra l’amministrazione comunale, la Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, la Soprintendenza Abap, la Regione e la Fondazione Marche Cultura, supportati in modo vitale dal tessuto associativo locale: dalle due Pro Loco al Sacrata Bikers Motoclub, fino al comitato locale della Croce Rossa.

Cantiere aperto: dal Giardino all’Italiana alla Casa del Fattore
Il record di presenze assume un valore ancora più significativo se si considera che Villa Buonaccorsi è attualmente al centro di un complesso progetto di restauro conservativo. Gli interventi urgenti, volti a garantire la sicurezza e la tutela sia dell’architettura che del delicato sistema vegetale, procedono parallelamente all’accoglienza del pubblico.
Luigi Gallo, direttore delegato di Palazzo Ducale di Urbino – DRMNM, ha annunciato che la progettazione per il restauro del giardino all’italiana – vero fulcro del complesso e capolavoro paesaggistico del Seicento – è già stata avviata. Un intervento che sarà accompagnato da attività di studio e ricerca per definire strategie innovative di tutela.
Sul fronte dell’accessibilità e dell’accoglienza, la Soprintendenza è al lavoro per recuperare nuovi spazi funzionali. L’Architetto Giovanni Issini, soprintendente ABAP per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, ha evidenziato come gli sforzi si stiano concentrando anche sul restauro della Casa del Fattore, un edificio destinato a ospitare i servizi di accoglienza per i visitatori e gli ambienti di lavoro per gli enti gestori, trasformando la Villa in un polo culturale sempre più inclusivo e aperto a pubblici differenziati.
Un modello per la rete regionale delle dimore storiche
La rinascita di Villa Buonaccorsi non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una più ampia strategia di promozione coordinata dalla Fondazione Marche Cultura. L’obiettivo è mettere a sistema castelli, parchi, ville e giardini di valore storico diffusi su tutto il territorio marchigiano.
“I gioielli delle Marche devono vivere, accogliere, proporre: Villa Buonaccorsi ne è la prova”, ha commentato il presidente della Fondazione, Andrea Agostini. I risultati concreti di quest’estate dimostrano che la collaborazione coordinata tra istituzioni, enti culturali e territorio è la chiave per trasformare le dimore storiche da monumenti da conservare a veri e propri presidi di bellezza, identità e sviluppo economico e sociale per le comunità locali.


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