San Severino Marche si prepara a vivere un momento di profonda emozione e grande rilevanza storica: le spoglie del compatrono San Pacifico lasceranno temporaneamente il santuario per fare ritorno nel centro abitato. Un trasferimento necessario per dare finalmente il via ai lavori di rinascita del complesso religioso, duramente colpito dal sisma del 2016.

🏗️ L’inizio dei cantieri e la rinascita del Santuario

La data da segnare sul calendario è martedì 18 agosto, giorno in cui l’urna contenente i resti del santo verrà solennemente traslata presso la chiesa di San Domenico.

Questo spostamento temporaneo rappresenta il primo, fondamentale passo per consentire l’apertura dei cantieri. Il santuario sarà infatti oggetto di un massiccio intervento di:

  • Miglioramento sismico

  • Risanamento conservativo

  • Restauro delle opere strutturali ed edilizie

Il piano dei lavori, che ha incassato il via libera ufficiale dalla Soprintendenza nel mese di febbraio, non tralascerà alcun dettaglio. Gli interventi riguarderanno l’intero impianto storico dell’edificio, includendo la messa in sicurezza del campanile, il restauro della suggestiva cappella ottagonale e il recupero delle preziose decorazioni artistiche interne.

🕊️ Un ritorno alle origini per Carlo Antonio Divini

Per la comunità settempedana, il trasferimento dell’urna non è solo una necessità logistica, ma un evento dal forte valore simbolico ed emotivo. San Pacifico, al secolo Carlo Antonio Divini, torna così nei luoghi che lo videro nascere e crescere.

Nato proprio nel centro storico di San Severino Marche il 1° marzo 1653 e ordinato sacerdote all’età di 25 anni, il santo condusse qui gran parte della sua vita religiosa fino alla scomparsa, avvenuta il 24 settembre 1721 a 68 anni. La sua figura è da secoli un pilastro dell’identità cittadina:

  • 1786: Beatificato da Papa Pio VI.

  • 1839: Proclamato santo da Papa Gregorio XVI, in virtù della profonda devozione popolare e dei miracoli attribuiti alla sua intercessione.

⛪ San Domenico: il nuovo fulcro della comunità

Durante l’intera durata dei lavori, la vita spirituale legata al santuario non si fermerà. La chiesa di San Domenico diventerà la “casa temporanea” del compatrono e il nuovo punto di riferimento per i fedeli.

All’interno dell’edificio verranno ospitate tutte le funzioni e gli appuntamenti liturgici, tra cui:

  • Le celebrazioni religiose quotidiane.

  • Le consuete iniziative promosse dalla comunità dei Frati Minori.

  • I solenni festeggiamenti di settembre dedicati proprio a San Pacifico.

🤝 I ringraziamenti e lo sguardo al futuro

A guidare spiritualmente questo momento di transizione è il padre guardiano del santuario, fra Luciano Genga, che ha definito il trasferimento come una “parentesi obbligata ma di speranza”, un sacrificio temporaneo finalizzato a restituire alla città un santuario non solo più bello, ma finalmente sicuro e sanato dalle ferite del terremoto.

Un’operazione complessa resa possibile da una fitta rete di collaborazione istituzionale ed ecclesiastica. Da qui il profondo ringraziamento espresso dalla comunità dei Frati Minori:

  • All’Arcidiocesi e all’arcivescovo, mons. Francesco Massara, per aver concesso le necessarie autorizzazioni.

  • Al parroco don Aldo Romagnoli, per la generosa disponibilità ad accogliere le funzioni in San Domenico, attualmente la chiesa più capiente e agibile della città.

  • Al sindaco Rosa Piermattei e all’Amministrazione comunale (ente proprietario dell’edificio di San Domenico) per il pieno e costante supporto logistico e organizzativo.

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