Il Consiglio regionale ha approvato la legge che regolamenta le strutture per il deposito di legna e attrezzature. Pasqui: “Una risposta concreta contro l’abbandono delle zone montane”.

Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato questa mattina, con un’ampia maggioranza di 25 voti favorevoli e un solo contrario, la proposta di legge che disciplina la realizzazione di tettoie destinate ai diritti di uso civico. La norma interviene per facilitare lo stoccaggio dei prodotti (come la legna) e il riparo delle relative attrezzature, offrendo un aiuto concreto alle famiglie che praticano queste attività di sostentamento.

I limiti e le regole della nuova norma

Le nuove disposizioni si applicano alle zone agricole, comprese quelle situate all’interno di aree naturali protette, garantendo sempre il totale rispetto dei vincoli paesaggistici, ambientali e urbanistici vigenti.

Per evitare abusi o alterazioni del territorio, il provvedimento fissa paletti molto rigorosi:

  • Superficie massima: le strutture non potranno superare i 40 metri quadrati.

  • Altezza massima: il limite è fissato a 4,50 metri.

  • Vincolo di destinazione: le tettoie non potranno essere utilizzate per finalità diverse da quelle previste dalla legge.

  • Rimozione obbligatoria: le strutture dovranno essere smantellate una volta cessato l’esercizio del diritto di uso civico.

Il commento del relatore Gianluca Pasqui

“Abbiamo approvato una legge semplice nella sua formulazione, ma molto concreta nei suoi effetti”, ha sottolineato Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale e relatore di maggioranza. “Non parliamo di nuove edificazioni speculative né di interventi destinati ad alterare il territorio, ma di strutture accessorie e strettamente funzionali”.

Pasqui ha evidenziato l’importanza sociale di questa misura, pensata in particolare per le aree interne e montane: “Gli usi civici non sono soltanto un retaggio del passato, ma conservano un valore economico, sociale e identitario. In molte comunità segnate dallo spopolamento e dalle conseguenze del sisma, rappresentano ancora una forma concreta di sostegno e contribuiscono a mantenere vivo il rapporto con il territorio”.

Costo zero e consensi istituzionali

La legge rappresenta anche uno strumento per presidiare le aree rurali e tutelare pratiche tradizionali radicate nella storia marchigiana.

Dal punto di vista economico, la proposta non comporta nuovi oneri a carico del bilancio regionale (clausola di invarianza finanziaria). Il testo, inoltre, arriva in Aula forte dei pareri favorevoli già espressi dal Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) e dal Consiglio regionale dell’Economia e del Lavoro (CREL).

“È una norma di buon senso, nata dall’ascolto dei territori e migliorata in Commissione attraverso l’introduzione di garanzie puntuali. Non pretende di risolvere da sola i problemi delle aree interne, ma offre una risposta equilibrata e sostenibile a un’esigenza reale delle comunità locali.”Gianluca Pasqui

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