Una giornata destinata a rimanere scolpita nella storia della città e dell’intera regione: la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’81° anniversario della Liberazione, ha consacrato San Severino Marche come custode dei valori fondanti della Repubblica Italiana. Sotto un cielo che ha saputo onorare la solennità del momento, la città ha accolto il Capo dello Stato in un abbraccio collettivo che ha unito memoria storica e speranza per il futuro.
Nel suo profondo intervento sul palco del teatro Feronia, Mattarella ha voluto chiarire sin da subito il senso della sua presenza nel Comune settempedano, Medaglia d’Oro al Merito Civile dal 2022: “A San Severino Marche facciamo memoria del 25 aprile. A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera, tanto meno la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche. A muoverci è l’amor di Patria. Celebriamo la festa di tutti gli italiani amanti della libertà da una terra che fu teatro di estremo sacrificio e virtù civiche”.

Il Presidente ha poi tracciato un parallelo tra la Resistenza e l’attuale contesto internazionale, invocando la pace come diritto di ogni popolo e rendendo omaggio alla gente delle Marche per il contributo fornito alla fondazione della Repubblica, citando l’eroismo delle truppe polacche e delle popolazioni locali che non si piegarono all’oppressione.
Il sindaco Rosa Piermattei dal palco ha invece ricordato come San Severino Marche sia stata terra di accoglienza anche nei momenti più bui: “Solo nella libertà e nella umana dignità ci possiamo sentire tutti fratelli, come accadde qui a Serripola, dove famiglie locali protessero i bambini ebrei Frida, Elio e Riccardo Di Segni. Spero che gli adulti prendano insegnamento dai bambini per orientare la nostra vita in comune nel segno della pace”.

Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha dato il suo “bentornato” al Capo dello Stato sottolineando il legame profondo tra la regione e le istituzioni: “Oggi celebriamo la fine dell’occupazione e delle immani sofferenze subite. Riaffermiamo la centralità dei principi democratici scolpiti nella nostra Costituzione, valori che hanno reso l’Italia una nazione forte e autorevole nel mondo”.
A fargli eco, il presidente della Provincia di Macerata, Alessandro Gentilucci, che ha evidenziato come la presenza di Mattarella rappresenti un “suggello” alla resilienza di un territorio che, nonostante le ferite del passato e quelle più recenti del sisma, continua a guardare avanti con dignità.
Fondamentale è stato il contributo dello storico Matteo Petracci che ha contestualizzato il ruolo di San Severino Marche nella lotta di Liberazione. Petracci ha descritto le “zone libere” delle Marche come vere e proprie repubbliche modellate su principi inediti di vita democratica, dove il coraggio dei singoli divenne coscienza collettiva.

La cerimonia, trasmessa in diretta nazionale, ha visto la partecipazione del Ministro della Difesa Guido Crosetto e delle massime autorità civili e militari. Tra i momenti più toccanti, la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti e l’omaggio musicale di Neri Marcorè, che ha saputo interpretare lo spirito della Resistenza attraverso parole e note di Daniele Di Bonaventura.
La Città di San Severino Marche ha chiuso le celebrazioni del 25 Aprile con la consapevolezza di essere un punto di riferimento per l’identità nazionale. Come sottolineato dal presidente Mattarella nel suo saluto finale, l’impegno per la libertà è un compito che ci riguarda tutti: “Ora e sempre”.


