Scrivere della vita di un sacerdote non è sempre facile. Ma per don Aronne Gubinelli, nel giorno del suo abbraccio con il Signore, farlo diventa facile e naturale, proprio come lo è stata la sua scelta di vita.

Mi piace ricordarlo come l’uomo della “Vigna di Dio”. Sai, la vigna era la grande passione di don Gubinelli; forse anche per questo ha trascorso tanti anni, fino alla sua scomparsa, a Serrapetrona, patria della Vernaccia. Tuttavia, uno dei miei incontri con lui è avvenuto a Canepina di Camerino, dove curava un suo piccolo vigneto.

“La vigna del Signore” è una potente metafora biblica che rappresenta il popolo curato, protetto e amato da Dio, il quale ne attende frutti di giustizia e rettitudine. È l’immagine che simboleggia l’alleanza, la cura divina e la responsabilità umana di portare frutto.

Ecco allora che questo frutto si ritrova in una testimonianza di Giuseppe Santoni (vigile urbano a Pievebovigliana e navigato allenatore di calcio), il quale ha voluto pubblicare sulla sua pagina Facebook il ricordo dell’arrivo del nuovo sacerdote a Fiordimonte e Nemi negli anni ’60

In questo racconto emerge la grandezza di un uomo semplice. Un sacerdote considerato forse “poco” dal clero camerte, ma molto amato dall’arcivescovo emerito Brugnaro;

un pastore che ha lasciato un segno indelebile nei suoi primi parrocchiani fin da quando era un giovanissimo prete, e poi in un paese intero a Serrapetrona, che oggi perde una guida spirituale unica e irripetibile.

IL RICORDO di Giuseppe Santoni:

Ricordo come fosse adesso… e’ rriatu lu prete novu… via di corsa in chiesa.. ti vedo in sacrestia..e tu…munellu veni qua.. l’inizio di una grande parentesi della mia giovinezza.. Don Aronne… sei stato tutta la mia infanzia.. prima comunione.. cresima (foto con vescovo nella chiesa di Nemi).. sei stato il primo a farmi leggere un giornale sportivo comprandomi tutti i giorni il Corriere dello Sport Stadio e ogni settimana il Guerin Sportivo…

Mi compravi le figurine dei calciatori,  10 bustine ogni volta un’enormita’ per quei tempi... mi regalasti a 6 anni la prima maglietta dell’Inter nonostante tu fossi Juventino..

Come dimenticare le gite con la 500 alla città della Domenica a Perugia.. oppure nella seggiovia a Frontignano.. un seggiolino a testa… pippinellu co’ me è troppo piccolo…

I pranzi con la “benedetta” come dicevi tu pasta senza casciu per Paolo… ricordi indelebili..

Grazie di tutto DonAronne non ti dimenticherò mai R.I.P.!!!

 

Ricordo DEL SINDACO DI SERRAPETRONA Silvia Pinzi

“E su, su ‘mpó , dai dai che si risolve tutto! E se no ci penserà la provvidenza!…”
Ce lo dicevi spesso caro Don Aronne, di fronte ad un problema, o situazioni complicate, ogniqualvolta c’era bisogno di essere sostenuti ed incoraggiati.
Perché la tua presenza in questi anni a Serapetrona è stata una certezza, un rifugio, consolazione e coraggio insieme, amore incondizionato per il paese, per le sue bellezze culturali di cui eri custode e finissimo maestro, esempio di dedizione estrema al tuo ministero di parroco che si fondeva in un tutt’uno con il tuo essere uomo come padre di famiglia premuroso e fermo, talvolta, ma appassionato della vita e di tutti i valori positivi che questa racchiude.
Mi ci è voluto un po’ per riordinare le idee in un momento che sapevo, purtroppo, sarebbe arrivato e quando accade però ti lascia un vuoto abissale che diventa quasi un rifiuto.
Quanti ricordi si accavallano, quante messe e omelie essenziali e mai retoriche, quante volte ti ho ascoltato meravigliata mentre accompagnavamo in questi anni i tantissimi visitatori ad ammirare il polittico e la nostra chiesa che hai custodito con orgoglio e coraggio e ogni volta la tua spiegazione si arricchiva di qualcosa di nuovo perché nel frattempo avevi letto un testo, approfondito e curiosato in altri documenti o archivi..
Quanta energia appassionata nel voler “custodire” la bellezza delle opere d’arte che mai era autoreferenziale ma rappresentava un preciso intento di preservare quello che con fatica e lungimiranza chi prima di noi ci ha lasciato, dicevi , e nel contempo come insegnamento per i più giovani, soprattutto per i bambini che tanto amavi, perché potessero capire quanto l’arte, la cultura, la bellezza custodita nei nostri, se pur piccoli paesi, sia un patrimonio infinito di memoria e valori.
Grazie caro Don Aronne: hai dato alla comunità e a me sicuramente molto di più di quello che siamo riusciti a restituire, e spesso l’hai fatto in silenzio, senza pubblicità, con gesti semplicemente disarmanti.
In pubblico mi chiamavi “Sindaco “ con un rispetto reverenziale che mi metteva sempre in imbarazzo, ma tu, nella tua delicatezza e profonda educazione, per rispetto e per non sminuire il ruolo istituzionale, non potevi certo chiamare semplicemente per nome quella ( ormai non più) bambina, diventata sindaco, che hai visto crescere …
E tu perfino Ti schernivi e dicevi, nella tua ironia sottile, di essere un “semplice prete di campagna “: in realtà un gigante per la rara cultura mai sbandierata con presupponenza, per la capacità di amare gli ultimi con altrettanta umiltà, per il dono di cogliere il lato positivo nelle persone e nelle cose, sempre.
Se ne va con te una grande parte della vita di tutti noi.
Resta però l’esempio di vita di un parroco appassionato, di uomo “giusto” che ha amato le nostre comunità fino alla fine onorando il suo ruolo e la sua comunità con ammirevole caparbietà e amore incondizionato.
Vorrei ancora poterti chiamare per un consiglio, avvicinarmi e confrontarmi con te, che mi stringevi sempre le mani alle tue quando c’era qualcosa di importante di cui dovevamo parlare …
È stato un privilegio incontrarti in questa vita e un dono aver potuto godere della tua presenza e della tua amicizia .
Grazie don Aronne: l’unico modo per onorarti e non disperdere l’infinito patrimonio umano e valoriale che ci hai trasmesso è di continuare a camminare sulla strada che hai segnato con solco profondo in questi anni seguendo, umilmente, gli insegnamenti che ci hai lasciato!
Ci proverò, e so che sarai lì!

Lascia un commento