L’opera è stata ufficialmente restituita al Comune di Caldarola e si trova di nuovo nel suo luogo di sempre: l’ufficio del sindaco.
Dopo la demolizione, nel Dopoguerra, della chiesa di San Rocco, la statua è stata custodita per decenni proprio in Comune. Con il terremoto del 2016, insieme ad altre opere del nostro territorio, è stata restaurata ed esposta alla Mostra del Nuovo Rinascimento Marchigiano (allestimento e trasporto curati da Mastro T e Marco Armoni) nelle quattro tappe di Roma, Ascoli Piceno, Ancona e San Severino. Ora, finalmente, San Rocco è tornato a Caldarola.

La storia:
La chiesa di San Rocco nacque come oratorio nei primi decenni del Cinquecento: un documento del 23 luglio 1528 cita una donazione di 5 soldi per la pittura, in anni segnati da gravi epidemie di peste. San Rocco, protettore contro le pestilenze, divenne così una figura centrale per la comunità. Dietro la chiesa esisteva anche un piccolo ricovero, dove le milizie caldarolesi pernottavano per controllare gli accessi al paese ed evitare contagi. Le cronache raccontano episodi curiosi e miracolosi, come quello di un soldato salvato da un colpo di fucile “deviato” per intercessione della Madonna venerata nel giorno dell’Assunta. Madonna rappresentata all’interno della chiesa in un affresco, anch’esso legato a racconti popolari e alla profonda devozione dei caldarolesi.
Il ritorno della statua non è solo uno spostamento fisico, ma un ritorno alla memoria collettiva della nostra comunità. Un grazie speciale a Mauro Capenti, ex sindaco e appassionato custode della storia di Caldarola, per aver condiviso questi preziosi racconti e aneddoti.
