Caldarola, via libera al progetto per Palazzo Pallotta: la Conferenza regionale approva l’intervento da 12,5 milioni
La Conferenza regionale ha approvato il progetto definitivo per il restauro e il miglioramento sismico di Palazzo Pallotta, storico edificio di piazza Vittorio Emanuele che ospita il municipio di Caldarola (Mc). L’intervento da 12,5 milioni rappresenta uno dei cantieri più rilevanti per il recupero del patrimonio culturale ferito dal sisma del 2016/2017.
«Con questo passaggio, la città si prepara all’avvio di uno dei suoi cantieri simbolo, destinato a restituire piena funzionalità a un edificio centrale per la vita amministrativa e a recuperare un pezzo essenziale della propria identità urbana – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli -. Si tratta di un altro importante passo in avanti per tutto il cratere marchigiano, per cui mi preme ringraziare l’attività svolta in tandem con l’Ufficio Speciale Ricostruzione e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».
«Grazie anche all’impegno della Struttura commissariale e del Commissario Guido Castelli – dice il sindaco Giuseppe Fabbroni – con questo passaggio abbiamo raggiunto uno dei nostri principali obiettivi programmatici. Il Comune predisporrà il progetto esecutivo per provvedere all’appalto e, nel frattempo, la Struttura commissariale, si occuperà dell’integrazione del finanziamento.

Palazzo Pallotta e la piazza, prima del 2016, hanno sempre rappresentato il fulcro della vita comunitaria di Caldarola e tutte le difficoltà affrontate per sbloccare il progetto dello storico edificio sono state motivo di scoraggiamento per la cittadinanza. Ora, sapere che si potrà procedere con l’appalto dei lavori, riaccende la speranza di poter vedere presto Caldarola tornare al suo splendore. L’obiettivo è infatti quello di riportare il prima possibile le attività commerciali nei loro spazi originari, sotto il loggiato. La sistemazione del Palazzo Pallotta è un intervento concepito per fasi proprio affinché la piazza possa, pian piano, tornare a vivere».
Il progetto di recupero.
Al momento del terremoto, il complesso ospitava al secondo piano gli uffici comunali, mentre il piano primo e il piano seminterrato erano adibiti ad attività museali; il piano terra era principalmente occupato da attività commerciali. Il progetto prevede un ampio insieme di interventi strutturali e architettonici per mettere in sicurezza l’edificio. Le murature portanti saranno consolidate con sarciture, scuci‑cuci, stilature dei giunti e iniezioni di malta, affiancate da rinforzi con intonaco armato Crm e dall’ammorsamento dei maschi murari.
Al secondo piano e al sottotetto verranno inserite nuove catene in acciaio e realizzati setti portanti per garantire un miglior comportamento scatolare.
La parte più delicata riguarda le fondazioni: verranno installati micropali profondi fino a 15 metri, articolati su due livelli, mentre una palificata esterna di circa 40 metri sul lato della piazza servirà a eliminare le spinte del terrapieno e a permettere un consolidamento uniforme del sistema fondale.
La copertura sarà in parte demolita e rifatta con nuove capriate e solai in legno lamellare, mantenendo l’impostazione originaria. Sono previsti anche il restauro degli apparati decorativi, degli infissi, delle pavimentazioni storiche e degli ambienti più rappresentativi del palazzo.
Curiosità. Palazzo Pallotta, costruito alla fine del Cinquecento dal cardinale Evangelista Pallotta, contribuì a ridisegnare l’assetto urbano di Caldarola e la piazza antistante, concepita come parte di un progetto unitario. L’edificio, legato anche alla figura del pittore Simone De Magistris, è un raro esempio di architettura manieristica rimasta quasi intatta nei secoli. All’interno conserva affreschi e soffitti a cassettoni di grande pregio, arredi storici e materiali esposti in numerose mostre dedicate all’arte marchigiana. Agli inizi del Novecento fu aggiunto un piano superiore, poi utilizzato come sede degli uffici comunali.
