Chi ci segue da tempo sa che gli spunti settimanali del professor Giancarlo Marcelli ci aprono a delle riflessioni fondamentali per capire cosa sta succedendo. Certo, la visione del dirigente Marcelli è molto personale ma fondamentalmente aperta al confronto delle idee che non devono essere represse per paura di fare conoscere un pensiero, un’idea. Chi vuole può anche rispondere direttamente e aprire un confronto per far crescere la consapevolezza che ogni individuo ha di mettere in circolazione le proprie idee, segno di una comunità matura e democratica.
Il tema di questa settimana è: Guerra o rispetto.
“La foto dell’incontro-colloquio fra Zelensky e Trump, nelle navate di San Pietro, è apparsa a molti un segnale di pace possibile, quasi nel rispetto di Papa Francesco.
Sulla pace, in questo periodo maledetto, ogni incontro deve essere apprezzato perché il tempo deve correre verso di essa senza riavvolgere il nastro della storia. Un incontro, come qualcuno ha scritto, senza testimoni e dunque più autentico, intimo e assolutamente personale.
Alcune premesse magari preoccupano, come ad esempio che sia Trump, che ha mortificato agli occhi del mondo Zelensky, a sviluppare una trattativa da partigiano di Putin, in cui l’aggredito debba dare terre e sottostare a richieste prepotenti, o che Putin continui a far bombardare l’Ucraina nell’indifferenza un po’ ignavia alla Bertolt Brecht del mondo, rischiando di innescare una spirale di disinteresse, o che il povero Presidente Ucraino debba elemosinare rispetto!
L’incontro è apparso come moderato dall’alto, dove Papa Francesco è con la sua autorevolezza per ottenere risultati straordinari, facendo preoccupare i prepotenti e garantendo gli oppressi!
Speriamo allora con tutta la nostra considerazione che si diventi potente per la pace che si produce e non per le ricchezze accumulate e che i bambini possano tornare a giocare in ogni angolo del mondo senza fucili, ma con il sorriso.
Un inciso, in ultimo, vorrei dedicarlo alla brava panettiera Lorenza di Ascoli, intimidita da controlli incomprensibili per un pensiero sublime sul rapporto che intercorre fra 25 Aprile, il suo pane e la liberazione!
Penso e spero che i tutori dell’ordine che hanno proceduto con il senso del ruolo da praticare, ora non abbiano problemi a identificare quanti, in anonimato personale ma non certo politico, hanno imbrattato nella notte il forno! Credo nella giustizia che sono certo saprà individuare i coraggiosi autori!
Giancarlo Marcelli


