Per non dimenticare. Una frase che spesso in tanti anni è risuonata anche per la giornata della Liberazione e che rischia ogni anno di assumere un contesto politico che, di certo, non rende completo il suo significato.
Il pensiero di questa settimana del professor Marcelli ci fa apprezzare un ricordo di un uomo che ha vissuto quelle vicende. Il padre del nostro professore:
“Il 25 aprile si celebra in Italia la giornata della Liberazione, in cui si onora l’attimo in cui in ogni luogo, all’epoca ancora oppresso dal regime, si proclamò apertamente la ribellione generale, da parte del CLN( Comitato di Liberazione Nazionale), lanciando la chiamata alla Resistenza.
E’ grazie ai partigiani e al sostegno degli Anglo Americani che si segnò la fine del fascismo e la sconfitta dei Tedeschi. E’ lì che nacque l’Italia libera da soprusi e prepotenze. Furono i grandi della resistenza poi a disegnare l’Europa Unita, come luogo di pace, altro che grida disinformate!. Trovo strumentale il pensiero revanscista puntuale di distinguere i partigiani, fra comunisti e non, perché i partigiani prima di tutto furono tali e dettero tutta la loro vita per far ritrovare la democrazia. Rispettare la storia e ricercare la conciliazione con quanti cercarono di sopprimere ogni forma di libertà per poi nascondersi non vuol dire cercare di distinguere fra comunisti e non.
Lo dico da figlio di un partigiano comunista, che nel dopo guerra aveva trasformato la sua casa e la nostra famiglia in un luogo di pacificazione, aiutando tanti ex-fascisti e quanti avevano oppresso la libertà di vivere con le proprie idealità.
Questo è stato il partigiano e vorrei dirlo a quanti lo sfaccettano ora, disegnandolo in modo personale. Stupenda e intensa la frase della prima Presidente donna della Camera, On.le Nilde Iotti:
“La Resistenza era stata un fatto straordinario. Aveva realizzato una unità veramente eccezionale che andava dagli ufficiali badogliani agli operai comunisti.”
Basta questo, detto di una comunista vera, per riproporre una conciliazione non di parte? In ultimo, ma da ripetere ancora per tempo, come si fa a dimenticare il sacrificio dei partigiani per la democrazia non andando a votare? Quanti hanno deposto di lato il gran valore del voto non pensano che rischiano di ricreare le condizioni per cui populisti inutili possono ancora tornare a rubare la libertà a tutti?”
Giancarlo Prof. Marcelli – 3357113751


