INCONTRO PUBBBLICO DEL CAMMINO DEI FORTI SU INIZIATIVE PRESENTI E FUTURE

 

I numeri del 2024 di uno dei più frequentati cammini d’Italia, almeno per quanto riguarda quelli che attraversano il territorio del Comune di San Severino Mache, gli obiettivi futuri, i progetti in corso e le collaborazioni pensate per far conoscere ancora di più il Cammino dei Forti saranno i temi al centro di un incontro promosso dall’associazione Pranzo al Sacco,  nella sala degli Stemmi del Municipio.

Presenti i tre giovani settempedani che hanno dato vita a questo percorso – David Dignani, Guido Pacella e Alessio Ancillani – insieme al sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e ai referenti di vari associazioni e realtà che operano nel territorio e che si occupano di accoglienza e promozione.

“Sarà un momento importante di confronto e costruzione collettiva, per rendere il Cammino dei Forti un progetto sempre più partecipazione e radicato nella nostra comunità” – spiegano i promotori dell’iniziativa.

Il Cammino dei Forti oltre al territorio settempedano attraversa quello dei Comuni di Serrapetrona, Castelraimondo, Gagliole e Matelica.

L’itinerario, come spiegano i suoi ideatori nel sito www.camminodeiforti.it, deve il suo nome alle antiche fortezze difensive che tutt’oggi si possono incontrare lungo il sentiero e che costituiscono il fil rouge dell’andare stesso. A fare da sfondo a questi suggestivi luoghi, la lussureggiante natura tipica dell’entroterra marchigiano.

Il percorso, della lunghezza di circa 120 chilometri, parte e fa ritorno da piazza Del Popolo, luogo simbolo della Città di San Severino Marche e tra le piazze più belle d’Italia. Cinque le tappe in esso previste, ognuna con un carattere ben distinto e capace di regalare qualcosa da raccontare.

La  prima tappa va da San Severino Marche a Crispiero: ha una  lunghezza di 14,5 chilometri e presenta un dislivello di 839 metri in salita e 470 metri in discesa.

La seconda tappa collega Crispiero a Rastia: per percorrerla si possono scegliere due varianti: la Rotis per i più esperti con un tracciato di quasi 30 chilometri e un bel dislivello e la variante Vinano, considerata facile, con un minor dislivello.

La terza tappa è quella che da Rastia porta ad Elcito, il Tibet delle Marche. Anche qui due varianti: la strada per Canfaito dedicata ai più esperti e quella di Valfucina molto più facile e con un percorso di oltre 5 chilometri in meno raggiungendo quasi i 20 chilometri totali. La quarta tappa interessa Elcito e Pitino su di un percorso della lunghezza di 24,2 chilometri e un dislivello in salita di 891 metri e in discesa di 1118 metri. Infine la quinta e ultima tappa, quella che da Pitino riporta a San Severino Marche. I chilometri da percorrere sono 26,2.

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