Carissimo Giulio…
te ne sei andato…, il dispiacere, il senso di vuoto aumenta in noi, ormai avanti negli anni, man mano che vengono a mancare coloro con i quali abbiamo condiviso pezzi di vita.
La forza d’animo di cui disponiamo viene messa a dura prova ogni volta che, chi c’era anche per noi, ora non esiste più.
Ho sperimentato duramente questi passaggi, anche di recente, per perdite importanti.
Non resta altro, in queste circostanze, che ripercorre a ritroso i momenti convissuti dando spazio a lievi compiacimenti o magari a dolorosi rammarichi.
Con te c’è qualcosa di più, caro Giulio, il tuo passaggio su questa terra è stato leggero come persona, perché sei stato leggero, gentile, civile, con chi entrava in contatto con te, ma assai consistente è stato quello che hai fatto e quello che hai lasciato.
Avrei molto da dire come amico, anche dei nostri punti di vista non sempre collimanti, ma esposti sempre con lealtà e solidarietà, ma in questa pesante occasione voglio solo dirti grazie, come pievetorinese, per due motivi particolari:
Ascoltasti per caso, durante il tuo primo mandato come sindaco di Pievetorina, la conversazione di due persone che parlavano dell’intenzione della Società Angelini di aprire uno stabilimento, in una zona ancora da identificare, per la lavorazione di carni suine.
Ci sono nella società persone meravigliose che hanno la capacità di fare impresa, tu avevi già, da giovane politico, la capacità di operare alacremente per agevolare chi vuole intraprendere, facendo così il bene per la comunità per cui si opera. Non ti facesti sfuggire quella opportunità e fosti un campione di insistenza e di diplomazia.
Erano gli anni in cui i contadini, finalmente dopo secoli di vessazioni, avevano la possibilità di fare altri lavori, ben meglio remunerati.
Tanti di essi avevano già lasciate le nostre vallate per trasferirsi a Roma e in altre città.
La realizzazione dello stabilimento Angelini bloccò lo spopolamento, anzi, accentrò a Pieve Torina altre attività produttive, dando il via ad un fermento che si estese, in varie forme, ad un risveglio diffuso a tutta la popolazione.
Caro Giulio, se Pieve Torina è vissuta per tanti decenni grazie a quei posti di lavoro, lo dobbiamo a te.
Ma c’è un altro motivo per cui ti dico grazie, e per me è più importante del precedente:
Accennavo prima alla tua leggerezza come persona, ecco, è proprio questo che è giusto rimarcare.
Sei stato sindaco di Pieve Torina più volte, sindaco di Camerino, un importante esponente della Coldiretti, membro del Consiglio regionale umbro, Assessore della Regione Umbria con alti incarichi, ma mai ti ho visto cambiato da quel giovane che quasi tutti i giorni scendeva a Pieve Torina da Valsantangelo, sempre vestito in modo impeccabile ed altrettanto impeccabile nel rapportarti alla gente.
Quando hai ricoperto il ruolo di sindaco, tutti i pievetorinesi, quando entravano nel Municipio per qualsiasi motivo, avevano l’impressione di entrare in casa propria.
Quel tuo modo di fare di uomo pubblico è un seme, carissimo Giulio, ed ogni seme, prima o poi, tornerà a germogliare.
Ti ho sempre stimato, lo sai, e ti abbraccio fraternamente.
Domenico Aquili


