Due liste in campo a Caldarola con candidati alla poltrona di sindaco Giuseppe Fabbroni e Giovanni Ciarlantini. La composizione delle due liste ha generato il solito risveglio pre-elettorale che caratterizza il tempo che stiamo vivendo.
Voci, smentite, soffiate e curiosità diverse, hanno caratterizzato l’attesa morbosa dei componenti delle liste. Ora tutto volge verso il dibattito pre-elettorale con la presentazione dei programmi e dei candidati.
Ma la terza lista? Una domanda che trova risposta in un documento che abbiamo ricevuto e che pubblichiamo integralmente:
“Agli organi di stampa, inoltriamo una riflessione di alcuni cittadini che hanno avuto il piacere di stare insieme.
Dopo vari incontri tra amici e discussioni sul futuro di Caldarola, svanisce l’idea di mettere in campo una terza lista. Il nostro intento, vogliamo chiarire, non era finalizzato a metter insieme un gruppo di persone per fare una lista. Abbiamo fatto alcuni incontri e fra di noi c’era voglia di parlare e partecipare con entusiasmo, motivati dal desiderio di affrontare le situazioni del passato e di provare a capire se ci sono delle soluzioni.
“Ritorno al Centro” è stata l’idea di uno e condivisa con altri. Spieghiamo per non essere fraintesi. Il ritorno al Centro è una frase (l’dea di una lista e di un simbolo è stato un “gioco” per dire che le idee CENTRANO) che ha l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione i cittadini, spesso ignari delle attività dell’amministrazione Giuseppetti e della minoranza.

Durante le sincere e rispettose opinioni espresse dai partecipanti, è emersa l’ammissione dell’apatia diffusa tra i cittadini (compresi i presenti) e del disinteresse per il bene comune a vantaggio di interessi personali limitati.
Questa autocritica diventa fondamentale in una comunità che conosce i principi dell’educazione civica, ma ha dimenticato come metterli in pratica.
È stata più volte citata la questione morale, spesso presente nelle criticità osservate in televisione e che sembrano infiltrarsi nella piccola comunità caldarolese.
I miliardi destinati alla ricostruzione, contribuiscono all’allontanamento dal concetto di “cosa pubblica”, un termine che un tempo significava qualcosa di condiviso da tutti.
Emergono aspetti culturali che sembrano favorire l’allontanamento dei giovani dalla partecipazione pubblica, inducendoli a disinteressarsi fino a pochi mesi prima della composizione delle liste elettorali.
Questi eventi ripetuti nel tempo hanno portato molte persone a disilludersi, scoraggiandole e quasi invitandole a non prendere parte. Tuttavia, questo non fermerà l’impegno di chi vorrà continuare ad incontrarsi per parlare.
In ognuno di noi, è emerso il desiderio di sapere. Per questo parteciperemo agli incontri che saranno organizzati in questo mese. Ma dopo? Cosa accadrà?
Domande che in chi legge e in noi portano ad una sola consapevolezza. Ci rivedremo fra cinque anni e sarà sempre la stessa storia…
Ecco allora che nasce un (pio desiderio), formare un gruppo di lavoro aperto a tutti coloro che hanno idee e voglia di dire la propria. Se questo verrà fatto da una delle due liste, noi ci uniremo a loro.
Convinti che non serva fare un secondo gruppo (come non serve fare una terza lista contro nessuno).
Preferiamo stare con chi ama lavorare per il bene della collettività, partendo dal confronto.


