Ancora trenta giorni per presentare le candidature per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale nei comuni che andranno al voto il prossimo 8/9 giugno, in contemporanea con le Elezioni Europee.

La problematica che si riscontra nella maggior parte dei comuni è il rifiuto sempre più crescente, dei cittadini che non vogliono più interessarsi in prima persona dei problemi amministrativi della loro città.
Per il momento, ci sono alcuni sindaci che hanno espresso l’intenzione di ricandidarsi (per i comuni sotto i 15.000 abitanti è stato tolto il limite dei 2 mandati), ma rispetto a 5 anni fa, diventa difficile comporre una lista con i candidati necessari.

Ci dei nuovi volti, pronti a guidare un paese per prendersi tutti gli onori, senza dimenticare gli oneri, ma in certi casi i tanti “no”, potrebbero anche portare alla rinuncia nel presentare una squadra.

Da cosa dipende questa scarsità di consiglieri comunali o meglio di uomini e donne che non si rendono disponibili a partecipare alla vita pubblica del paese, neanche durante la competizione elettorale, che, da sempre movimenta la vita dei paesi durante la campagna elettorale?
Disinteresse e scarsa partecipazione al voto, mancanza di fiducia sui candidati o scarsa conoscenza della vita pubblica/amministrativa?

Di fatto, questa tornata elettorale potrebbe dare un segnale diverso rispetto a cinque anni fa. I nostri territori, colpiti duramente dal Sisma del 2016 (sono trascorsi 8 anni), sono ancora in piena emergenza e la ricostruzione stenta a partire per una serie di concause che di fatto bloccano la ripresa della vita sociale.

La burocrazia rende tutto più complicato e difficile da risolvere. Mancano uomini capaci di progettare un futuro che non dipenda soltanto dai finanziamenti pubblici, diventati ormai un freno più che un acceleratore per il rilancio, oggi ci vorrebbero cittadini capaci  di applicare l’articolo 53 della Carta Costotuzionale: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Tutto è complesso e complicato al punto che la risposta di molti è la più semplice: “io resto a casa”.

La foto dell’articolo è un quadro che rappresenta il simbolo della consapevole avanzata sociale della classe popolare – ovvero il quarto stato – la quale, supportata dai principi di eguaglianza fra gli uomini, iniziava a rivendicare i propri diritti in opposizione alla borghesia e all’aristocrazia.

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