Sarà l’acqua pubblica e la gestione del servizio idrico provinciale il tema centrale tra i punti
all’ordine del giorno della prossima assemblea aperta al pubblico del Partito Democratico di
Camerino. Dopo ciò che emerge dai dibattiti avuti con la Giornata mondiale dell’acqua lo
scorso 22 marzo ci sono tantissime problematiche connesse a questo elemento centrale per
la vita di tutti e per il pianeta. Il circolo del territorio camerte ha deciso di indire questo
incontro proprio con il fine di portare luce sui fatti che stanno accadendo nell’Aato 3, azienda
responsabile del sistema di distribuzione dell’acqua pubblica in provincia. Su questo ente
pesa la scadenza del 2024 per adeguarsi a determinati regolamenti non più derogabili.
“L’attuale assetto è infatti contrario alle norme di legge; – ci dice Mario Iesari, coordinatore
del tavolo di lavoro ambiente del PD provinciale che sarà all’assemblea – una condizione
che determina molti problemi, fra i quali l’incapacità di partecipare alla assegnazione dei
contributi nazionali ed europei, come è accaduto recentemente con quelli cospicui del
PNRR, per migliorare ed innovare le infrastrutture del servizio”.

Le amministrazioni di destra del territorio stanno infatti bloccando la chiusura di questo rinnovamento a cominciare dal presidente della provincia Sandro Parcaroli, colpevole di non convincere i sindaci e di
portare all’avverarsi di alcuni rischi: la costituzione di una società che non sia pubblica con assegnazione diretta ma privata e non del territorio con ciò che ne consegue; e dall’altro lato la più classica delle conseguenze, costi di gestione più alti e tariffe maggiori che i cittadini devono pagare.

Le soluzioni possibili, la mancata trasparenza di Parcaroli che fa solo favori ai suoi sostenitori partitici, la divisione di Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova e capofila dei comuni di destra che però non presenta altre soluzioni e l’esclusione del presidente dell’Aato 3 Alessandro Genitlucci, scavalcato più volte forse per giochi di partiti.

Mario Iesari e gli intervenuti dibatteranno su questo ma anche su tutti i problemi connessi alle nostre
acque, primo tra tutti la disponibilità di acqua dovuta ai cambiamenti climatici; come trovare nuovi metodi di circolazione dell’acqua come già altre regioni stanno sperimentando a causa dell’assenza di nevi che impediscono il lento flusso idrico verso il mare.

Oltre a questa priorità anche la potabilità e le proprietà organolettiche dell’acqua diretta o i danneggiamenti
agli acquedotti che spesso accadono.
Nel corso dell’incontro, in quanto anche Assemblea degli iscritti, si tratteranno anche altri punti ed il primo all’ordine sarà la relazione del Segretario di circolo che verterà in particolare sulla situazione amministrativa locale e comunale, ma anche sulla chiamata a raccolta per una discussione aperta sulle elezioni al Parlamento europeo del prossimo giugno insieme alle amministrative di alcuni comuni. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare anche per condividere opinioni e linee utili al dibattito democratico locale, per dare un contributo fattivo al nostro territorio.

L’assemblea si terrà presso il centro Ada di Vallicelle, in via Baudana Vaccolini, alle ore 18,30 di mercoledì 10 aprile.
Apprendiamo poi nelle ultime ore di questa bozza di decreto con cui il governo Meloni si appresta a eliminare cessione crediti, sconto in fattura e quindi il superbonus 110% per le aree terremotate, un altro colpo dal commissario Castelli, dal presidente Acquaroli, dai parlamentari di centrodestra eletti nella nostra Regione, dal ministro Giorgetti e della premier Meloni che fermerà una ricostruzione, che a otto anni dal sisma stava appena partendo. Per giunta grazie al lavoro egregio dell’ex commissario Giovanni Legnini. Governo e regioni non
possono far pagare a chi ha perso casa e non ha potuto accedere al bonus 110% negli anni precedenti. Stanno per mettere la parola “fine” sulla ricostruzione, sul ritorno di tante famiglie in casa propria e forse a dei territori interi che avranno danni economici drammatici. Nelle prossime ore attendiamo una mobilitazione regionale contro questa decisione o, ancora meglio, un passo indietro.

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