Il Coordinamento Socialista di Camerino e della Zona Montana interviene fermamente sulla recente diatriba politica relativa alla ricostruzione del carcere cittadino, gravemente danneggiato dal sisma del 2016, denunciando l’immobilismo delle istituzioni e le sterili polemiche di partito.

Le accuse di “passerella politica”

I socialisti criticano aspramente il recente dibattito che ha coinvolto il referente di Forza Italia, Gianluca Pasqui, e i rappresentanti locali e nazionali del Partito Democratico. Nel mirino anche le ultime dichiarazioni del Garante Regionale dei diritti delle persone Giancarlo Giulianelli, da poco riconfermato nel suo ruolo: secondo il Coordinamento, il Garante sarebbe stato “invitato” a cambiare idea sull’ubicazione del carcere a favore di Camerino, dopo essersi precedentemente espresso per Macerata.

Il Coordinamento bolla queste prese di posizione come mere esibizioni politiche: messe in atto esclusivamente per mostrare una presenza di facciata, mentre la realtà del territorio racconta un’altra storia, ormai nota a tutti.

Spopolamento e responsabilità dei Governi

L’appello del Coordinamento è chiaro: è tempo di uscire da questo limbo e di mettersi a reale disposizione della città e del suo territorio con azioni concrete e di alto profilo. I socialisti denunciano il disarmante spopolamento delle zone montane, una crisi accelerata dal terremoto del 2016 ma aggravata, in modo incontrovertibile, dall’inefficacia delle forze di governo — sia di destra che di sinistra — che si sono alternate alla guida del Paese.

Il “silenzio assordante” della Lega

Un attacco particolarmente duro viene riservato alla Lega locale. I socialisti definiscono “imbarazzante” il silenzio del partito e accusano i suoi rappresentanti locali di comportarsi in modo “matrigno” verso le realtà montane.

La critica punta direttamente al rappresentante della Lega che siede nel consiglio regionale eletto con la maggioranza di voti recepiti  “ nelle zone interne”, figure che, pur vantando origini locali o essendo state elette anche grazie ai voti dell’entroterra montano, sembrano aver dimenticato le esigenze di chi li ha sostenuti.

L’appello finale

La nota firmata dal Coordinamento, si conclude con una chiamata alla responsabilità: “Facciamo appello alle persone dabbene e di buona volontà affinché si vigili e si percorra insieme un cammino comune. Dobbiamo guardare con rispetto al passato, perché chi lo dimentica avrà poco futuro.”

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