Torna al centro del dibattito politico il tema del nuovo penitenziario di Camerino che la nostra redazione segue con attenzione e sul tema ha anticipato il tema dopo la conferenza stampa di inizio anno del presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva formalmente dichiarato che in Italia servono nuove strutture e il Governo è indirizzato verso la costruzione di nuove strutture per 11.000 posti. Su questo tema il 9 gennaio scorso il sindaco Lucarelli e il Presidente del Consiglio Regionale Pasqui avevano espresso il loro pensiero. ( leggi lucarelli-e-pasqui-il-carcere-di-camerino-e-una-priorita-per-la-provincia/)

Qualche giorno fa l’intervento dell’onorevole Irene Manzi sul carcere di Camerino ha rilanciato l’interesse sul tema e per questo oggi arriva la risposta di Pasqui. (leggi vero-e-proprio-scippo-istituzionale-visto-che-si-parla-di-carcere/
(in fondo all’articolo un documento datato 17 dicembre 2017 dal titolo: Manzi: “Risorse certe per la costruzione del nuovo carcere di Camerino”)
Il Presidente Pasqui riassume tutto l’iter sul Penitenziario camerte partendo del 23 marzo del 2010:
«Accolgo con favore l’intervento dell’onorevole Irene Manzi sul carcere di Camerino. È un fatto positivo che anche il Partito Democratico oggi affermi con chiarezza che il presidio penitenziario debba restare nel nostro territorio. Questo significa che nessuno potrà più dire che il carcere a Camerino non si può fare. Ringrazio l’onorevole Manzi per l’attenzione, ma dobbiamo essere altrettanto chiari: le interrogazioni parlamentari non bastano: servono atti concreti».
Così il Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, interviene sulla vicenda della Casa circondariale di Camerino, ricostruendo con precisione istituzionale tutte le tappe che hanno segnato la storia del carcere negli ultimi quindici anni.

La questione del nuovo istituto penitenziario non nasce con il sisma del 2016.
Già il 23 marzo 2010 l’allora sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo visitò l’istituto camerte, riconoscendone i limiti strutturali e manifestando l’attenzione del Governo verso la realizzazione di una nuova struttura. Il 17 novembre 2010, a Roma, venne firmata l’Intesa istituzionale nell’ambito del Piano Carceri nazionale che prevedeva la realizzazione di un nuovo carcere a Camerino. In quel periodo Gianluca Pasqui era vicesindaco di Camerino e seguì direttamente quella fase istituzionale, partecipando al percorso amministrativo che inserì formalmente la città nella programmazione nazionale per il nuovo istituto. Il progetto, dunque, era stato avviato ben prima del terremoto. Con la caduta del Governo Berlusconi, il quadro politico cambia e il progetto per un nuovo carcere di Camerino viene accantonato.

Il sisma dell’ottobre 2016 segna una frattura drammatica. Il 27 ottobre l’istituto viene evacuato a causa dei gravi danni subiti dalle scosse del 24 e 26 ottobre, ricadendo nella zona rossa del centro storico, come richiamato nel decreto ministeriale che nel 2022 ne disporrà la chiusura definitiva. La perdita dell’edificio storico non poteva però coincidere con la rinuncia al presidio penitenziario. «Fin da subito» ricorda Pasqui «come sindaco ho distinto tra l’inagibilità dell’immobile e la necessità di mantenere la funzione carceraria nel territorio».
Nel febbraio 2017 il Comitato Paritetico Interministeriale per l’edilizia penitenziaria concorda sulla realizzazione a Camerino di un nuovo istituto da 100 posti nell’area già individuata dal piano carceri. Pochi giorni dopo, il 28 febbraio 2017, il Consiglio regionale delle Marche approva all’unanimità una mozione che impegna la Regione ad attivarsi presso il Governo affinché la nuova struttura venga realizzata nel Comune di Camerino e non altrove. Nel gennaio 2018 il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria conferma formalmente capienza, stima economica e impostazione progettuale della nuova struttura.
Il quadro cambia nel 2021, quando il 9 giugno il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria trasmette la comunicazione di “ipotesi di soppressione della Casa circondariale di Camerino”, motivandola con la ridotta capienza di 41 posti, l’inadeguatezza dell’immobile storico e la linea nazionale di superamento degli istituti sotto i cento posti. Il 16 giugno 2021 il Comune invia richiesta formale di chiarimenti sull’ipotesi di soppressione.
Il 3 marzo 2022 arriva il decreto ministeriale firmato dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia che dispone la chiusura definitiva, la dismissione e la restituzione al Demanio dell’immobile. «È un dato politico oggettivo – osserva Pasqui – che la chiusura definitiva dell’immobile sia avvenuta in quel contesto istituzionale e con un’amministrazione comunale diversa dalla mia. Io in quel momento non ero sindaco».

Il 20 dicembre 2022 il Consiglio regionale delle Marche approva all’unanimità una mozione che vede come primo firmatario Gianluca Pasqui, che impegna formalmente la Regione ad attivarsi presso il Governo per la tutela del sistema penitenziario nelle aree interne, con esplicito riferimento alla ricostruzione del carcere di Camerino. «Un atto votato dall’Assemblea legislativa regionale» sottolinea Pasqui «non una dichiarazione estemporanea».
Nel 2025 l’azione si intensifica. Pasqui si reca a Roma per affrontare direttamente la questione con esponenti del Governo. Infatti, più volte incontra il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto per riportare il tema del carcere di Camerino dentro il confronto nazionale sulle strutture penitenziarie. Grazie anche all’attivazione dell’onorevole Francesco Battistoni presso il Vicepresidente del Consiglio e Ministro Antonio Tajani, si aprono ulteriori interlocuzioni istituzionali che consentono di riaccendere un’attenzione concreta sul dossier.
«Lo dico con grande chiarezza: ho riaperto un discorso che sembrava chiuso. Quando nel 2022 è stato firmato il decreto di chiusura definitiva dell’immobile, molti consideravano il tema definitivamente archiviato. Oggi non è più così. Non posso fare promesse, ma posso rivendicare un fatto politico e istituzionale: il carcere di Camerino è tornato sul tavolo nazionale».
«Io non ho mai smesso di lavorare per questo obiettivo. Da vicesindaco nel 2010, da sindaco negli anni del sisma, da consigliere regionale, da vicepresidente e oggi da Presidente del Consiglio regionale delle Marche ho seguito ogni passaggio. Bene che oggi vi sia convergenza politica. Ma adesso servono decisioni e fatti concreti. Se davvero tutti vogliamo il carcere a Camerino, dimostriamolo con gli atti».

(foto esclusive di Stafftv )
(aggiungiamo un documento datato 11 dicembre 2017 a firma di Irene Manzi)
Manzi: “Risorse certe per la costruzione del nuovo carcere di Camerino”
Risorse certe nella prossima legge di bilancio per la costruzione del nuovo carcere di Camerino. Questo l’obiettivo dell’emendamento presentato dall’on. Irene Manzi alla legge di bilancio 2017, insieme ai parlamentari marchigiani del Pd, al capogruppo Pd in Commissione Giustizia Walter Verini e al deputato socialista Oreste Pastorelli.
L’emendamento presentato intende estendere anche agli istituti penitenziari le risorse del fondo, già previsto in legge di bilancio, istituito dal Ministero della Giustizia, per il finanziamento di interventi urgenti per assicurare la funzionalità degli uffici giudiziari, in particolare delle aree colpite dal sisma.
” Nei mesi successivi al sisma il Ministero della Giustizia, attraverso il sottosegretario Cosimo Ferri, in collaborazione anche con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e con le istituzioni locali, ha seguito attentamente i problemi derivanti dall’inagibilita’ del carcere di Camerino a seguito del sisma del 2016- evidenzia l’on. Manzi- prospettando anche possibili soluzioni alternative per l’edificazione di una nuova struttura carceraria. A questo punto e’ importante, come ha evidenziato anche nella sua recente visita a Camerino il Commissario straordinario Paola de Micheli, la messa a disposizione di risorse per la realizzazione di un’opera che rappresenta, per molteplici motivazioni, un elemento importante per la ripresa della comunità camerte.” La Commissione bilancio della Camera inizierà l’esame degli emendamenti presentati. ” Sarà importante- conclude la Manzi- l’impegno ed il sostegno di tutte le forze politiche e delle istituzioni locali per il buon esito dell’emendamento. Da parte nostra, come gruppo parlamentare Pd alla Camera, ci impegneremo per seguire tutto l’iter del provvedimento e cercare di assicurare un risultato importante e determinante”.


