Dopo 64 anni di lavoro, di racconti davanti allo specchio, di generazioni cresciute su quella sedia, Francesco Pazzelli posa le forbici e va in pensione.

Si chiude così una pagina di storia di Caldarola, un punto di riferimento che ha attraversato decenni di cambiamenti, nel mestiere e nella vita del paese. Pazzelli ha iniziato giovanissimo: era il 1958 quando muoveva i primi passi come apprendista a Caldarola, nella bottega del barbiere Manlio Ravaglioli.

Quattro anni dopo, nel 1962, apre la sua prima barbieria in via Roma e nel 1969, alla cessazione dell’attività del suo maestro, si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta: un luogo diventato simbolo, dove per anni si sono incrociate storie e generazioni intere.

Professionista curioso e sempre attento all’evoluzione del mestiere, Pazzelli ha frequentato l’Anam, l’Accademia Nazionale di Acconciatura Maschile, conseguendo il diploma. Nel 1980 è diventato maestro acconciatore maschile e nel 1984 ha ottenuto l’attestato di riqualificazione professionale. Ha partecipato a numerosi concorsi di acconciatura maschile e a festival di moda e colore, sia a livello provinciale che regionale, portando passione e competenza anche fuori dai confini caldarolesi. Nel 2013 un importante riconoscimento: la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Macerata, premio a una carriera fatta di grande dedizione.

La sua storia professionale si intreccia però inevitabilmente con quella di Caldarola, segnata anche da eventi difficili. Il terremoto del 1997 lo costringe a lasciare temporaneamente lo storico negozio sotto le logge e a trasferirsi lungo viale Umberto I. Ma l’11 novembre 2001 riesce a tornare a casa, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta. Un ritorno che sembrava definitivo, fino al nuovo sisma del 2016, che lo obbliga a trasferirsi ancora, questa volta in via Martiri di Montalto, nella zona industriale, sede dalla quale oggi arriva la pensione.

Ora Francesco Pazzelli lascia il testimone al futuro, e lo fa con serenità e soddisfazione: l’attività, infatti, sarà rilevata da un giovane. Una notizia che lo rende particolarmente felice, perché il mestiere del barbiere non è solo un lavoro storico: la barbieria è prima di tutto un luogo di incontro, di vita quotidiana. L’augurio è che chi verrà dopo di lui sappia portare avanti questa attività con la stessa passione di Pazzelli, continuando a raccontare, tra un taglio e l’altro, la storia di Caldarola e delle sue generazioni.

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