Castelraimondo e il suo futuro: è questo il tema che il dirigente Giancarlo Marcelli propone alla comunità locale, una riflessione che va però ben oltre i confini comunali e riguarda molti territori italiani. Un invito a interrogarsi su una fase storica segnata da poche proposte, zero idee di sviluppo e da una politica sempre più concentrata sulla sola gestione amministrativa, un ruolo che dovrebbe spettare ai funzionari pubblici e non sostituirsi alla visione e alla progettualità che competono alla politica.

La notizia della recente rimodulazione della giunta comunale a Castelraimondo non è stata ancora metabolizzata e è difficile intravvedere un prossimo futuro di fine legislatura libero da condizionamenti di sorta, capaci di garantire un’appropriata partecipazione democratica.

La defenestrazione di una “brava assessora”, rea di compromessi con la minoranza nella redazione del regolamento (?) della biblioteca comunale ha aperto una voragine politica che difficilmente potrà essere colmata con le consuete forme patriarcali presenti in alcuni rappresentanti dell’amministrazione.

Ha lasciato sbigottiti il silenzio e le motivazioni addotte dalla maggioranza, che non ha minimamente sentito il dovere civico di chiarire con i cittadini le vere motivazioni del comportamento adottato.

La tradizione politica di Castelraimondo ha visto negli anni prevalere le compagini di centro destra, sempre più inclini alla creazione di momenti festaioli piuttosto che alla ricerca di progetti di politica funzionale, rivolti ai giovani per la garanzia di uno stabile futuro occupazionale.

La gioiosità sociale che traspare nei giorni di festa si scontra sempre di più con la mancanza di un ricambio generazionale, che non trova nella comunità la giusta collocazione, con uno spopolamento costante anche a scapito della realtà scolastica costantemente più povera di utenza.

I bravi diplomati e laureati o si adattano alle scarse circostanze presenti o se ne vanno e di questo sono personalmente testimone da uomo di scuola. Tornando al tema dell’informazione della cittadinanza chiunque avrebbe dovuto mostrare un adeguato coinvolgimento per le scelte adottate, ma non è avvenuto nella possibile speranza che il tempo faccia dimenticare.

Tante voci raccontano di faide interne, di peccati elettorali commessi e vendette consumate.

Nessuno però ha promosso, come detto, iniziative chiarificatrici, sicuramente per paura e disattenzione politica, lagnandosi poi della disaffezione alla vita democratica!

Non so cosa accadrà da qui al momento delle prossime elezioni amministrative, ma l’evento descritto peserà sugli autori come un macigno, un punto di debolezza cui la minoranza, magari arricchita delle presenze migliori maltrattate della maggioranza, potrà capitalizzare per non accontentarsi a protestare ma a dimostrare il valore dei propri rappresentanti capaci di individuare un progetto di sviluppo né patriarcale, né matriarcale, ma democratico.

In questo sarà fondamentale coinvolgere i giovani, con l’auspicio di fine anno del Presidente Mattarella e la bella sollecitazione al coraggio nelle scelte future.

A loro il Presidente ha trasmesso un impegno forte e persuasivo dicendo “Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia”. Auguri a tutti!”

Giancarlo prof. Marcelli

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