Nel giorno della Memoria si rincorrono tante iniziative ma a Camerino, Donatella Pazzelli e il maestro Vincenzo Correnti, fortemente convinti della forza del “ricordo” organizzano da alcuni anni un evento speciale e anche quest’anno hanno voluto lasciare un segno.
Parole (Donatella) musica (maestro Vincenzo) due ingredienti fondamentali che hanno catturato l’attenzione dei presenti in una serata speciale.
Le parole del diario di Ruggero Forti hanno toccato profondamente l’animo dei presenti, merito anche delle musiche appositamente composte dal m° Correnti ed eseguite insieme a Giacomo Correnti.
Attraverso lo scritto di questo nonno di Vari abbiamo vissuto 5 lunghi anni di guerra dove – senza mai perdere la speranza – Ruggero ha sofferto il distacco dai propri cari, ha subìto l’inganno, si è aggrappato alla forte fede, ha sopportato la fame e gli stenti, visto le peggiori atrocità, perso l’orientamento e attraversato il calvario del ritorno.

“Mi trovo a raccontare – il diario di nonno Ruggero” è stato il titolo dello spettacolo organizzato dall’Associazione Adesso musica e dalla Città di Camerino in occasione del Giorno della Memoria 2025.

All’Accademia della musica di Camerinoa sono stati letti brani tratti da un diario inedito scritto da Ruggero Forti che hanno toccato profondamente l’animo dei presenti, merito anche delle musiche appositamente composte dal m° Vincenzo Correnti ed eseguite insieme a Giacomo Correnti nella formazione “Clarimbando Duo” clarinetto e marimba.

 

“Attraverso lo scritto di questo nonno del nostro territorio – dice Donatella Pazzelli, che ha selezionato e dato voce ai testi e curato le immagini – abbiamo vissuto 5 lunghi anni di guerra dove, senza mai perdere la speranza, Ruggero ha sofferto il distacco dai propri cari, ha subìto l’inganno e il tradimento, si è aggrappato alla sua forte fede, ha sopportato la fame e gli stenti, visto le peggiori atrocità, perso l’orientamento e attraversato il lungo calvario del ritorno a casa”.

Ruggero Forti, nato il 26 maggio del 1905 a Vari di Pieve Torina e morto il 26 luglio del 1991 a Camerino, era sposato con Luisa e padre di due figli, Maria e Tonino, presenti entrambi alla serata di commemorazione insieme ai quattro nipoti di Ruggero: Marco, Ada, Letizia e Chiara.

Forti fu richiamato alle armi il 15 gennaio 1941 e dopo un lungo peregrinare riuscì a ritornare a Vari il 6 luglio 1945, provato nel fisico ma non nella mente.

In quegli anni terribili aveva scritto i suoi appunti contenenti testimonianze, impressioni e meticolose descrizioni in tanti pezzetti di carta che sistemò una volta ritornato a casa.

Maria e Tonino Forti, al termine dello spettacolo visibilmente commossi e al contempo contenti di questo omaggio, hanno aggiunto i loro ricordi, il dolore di una bambina che a 4 anni vide il padre andar via e sua madre piangere per tante e tante notti e l’incredulità di quando lo rivide 5 anni dopo, mentre Tonino, nato nel 1941, stentava a credere che quell’uomo fosse suo padre.

I nipoti hanno ricordato il nonno speciale che con i propri racconti li ha educati al rispetto e alla tolleranza.

 

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