Si è svolta l’Assemblea di fine anno del circolo del Partito Democratico camerte con l’approvazione all’unanimità della relazione politica letta dal segretario, tesa a definire la linea politica per il prossimo anno. L’assemblea ha dapprima positivamente valutato l’evento dello scorso 28 ottobre incentrato su quanto avvenuto negli 8 anni dal sisma, cui hanno partecipato l’europarlamentare Matteo Ricci e la segretaria regionale Chantal Bomprezzi. Il dibattito ha fatto emergere le annose e sempre più urgenti problematiche della vita della città ducale, problematiche sulle quali il Partito porrà la sua attenzione. Di seguito gli obiettivi prefissati ed i punti più caldi che dovranno essere affrontati:

  • Obiettivo: far prosperare Camerino in modo che diventi autorevole riferimento a vantaggio di tutto l’entroterra e della montagna.
  • Obiettivo: incrementare la partecipazione pubblica e le attività di ascolto dei cittadini.
  • Obiettivo: difendere e rafforzare i servizi, in particolare la sanità ospedaliera. Come può una città universitaria e di riferimento per il territorio montano, anche in considerazione della posizione geografica e della situazione orografica, non disporre di adeguati presidi ospedalieri?
  • Gestione ricostruzione: pianificare in modo organico, condiviso e partecipato gli interventi, oggi la ricostruzione è gestita “alla giornata” e senza una rotta ben precisa che indichi che tipo di città vogliamo trovare alla fine del percorso, specie in riferimento al centro storico.
  • Idee: avanzare proposte lavorative e di supporto alla popolazione universitaria, frazioni e agricoltura, economia per le imprese.

Invitiamo quindi le altre forze politiche, civiche, associazionistiche, ad una collaborazione nel progettare il futuro di Camerino. Vogliamo dialogare con liste, associazioni e gruppi politici che condividano quanto sopra riportato.

Una chiara evidenza circa lo sviluppo del territorio è che alcune amministrazioni non hanno bene in mente che paesi vogliono ritrovarsi tra qualche anno. Non ci sono linee, idee, obiettivi ben definiti da raggiungere. Il circolo PD camerte crede che la priorità sia quella di far ritornare Camerino un fulcro centrale che abbia attrattiva economica e culturale; abbiamo la presenza dell’Università, un motore che non si è mai fermato e che ha tenuto viva la città in questi 8 anni:

L’idea che sottoponiamo oggi alla comunità è quella che la città di Camerino deve prosperare oltre all’idea del suo unico benessere, – si legge nella relazione – ma deve farlo anche per quello di tutte le comunità dell’entroterra montano della nostra provincia e di quello confinante, oltre che per la provincia stessa”.

Insieme a ciò la partecipazione pubblica alla vita politica è di fondamentale importanza: “Questo non è semplice e lo vediamo proprio dall’assenza degli elettori alle urne che è sempre maggiore e raggiungerà ormai meno della metà degli aventi diritto. Ciò non è più dovuto semplicemente allo scontento verso le classi dirigenti, ma forse sono in gioco altri elementi di diseducazione alla politica che porteranno, un domani molto vicino, ad una società locale ed un mondo che non vogliamo ma che abbiamo contribuito a causare se non lo combattiamo oggi.”

Tra le cause che hanno portato ad un immobilismo nella ripresa dalle ultime tragedie naturali c’è anche l’instabilità delle attuali istituzioni: “La destra vuole farci credere che questa filiera istituzionale parte dal piccolo territorio fino ad arrivare allo stato centrale, – recita il testo del Partito Democratico camerte – tuttavia è in realtà una filiera di subordinazione che va al contrario, e cioè la volontà del governo nazionale si impone e limita a proprio piacimento quella dei territori, manipolandoli e se necessario sacrificandoli, come sta succedendo nel cratere. Proprio qui infatti con la sostituzione del commissario Legnini con il senatore Castelli, le priorità sono forse cambiate. In questi giorni assistiamo ad esempio alle discussioni sul bilancio in Parlamento e nulla se ne è fatto per gli accolli e il 110% con associazioni di terremotati arrabbiate. Al di là delle posizioni politiche è comunque chiaro che anche la Regione nei suoi bandi e finanziamenti con molta più discrezionalità di quanta ne abbia la struttura commissariale ha dato predilezione ai comuni con amministratori “amici”, non rispettando l’istituzionalismo della posizione, e molto spesso tali progetti non hanno né capo né coda e si rivelano uno sperpero. Con lo sviluppo economico e il progresso del territorio non c’entrano nulla. Ricordiamo in passato i fondi Cis e recentemente finanziamenti a pioggia dei consiglieri regionali.”

Ci sono poi le proposte che il Partito Democratico fa dopo la constatazione che la città rischia, senza la forza attrattiva del suo centro storico, di non riprendere la sua crescita. Chiaramente il calo demografico endemico, ormai, in tutto il Paese è un aggravante. Servono posti di lavoro, in particolare anche per gli universitari che finiscono qui i loro studi, aiuti alle frazioni e agli agricoltori, opportunità per nuovi imprenditori.

In centro va superata l’idea del ricostruire giusto per farlo, col rischio di trovarsi contenitori vuoti. Servono progetti di reinsediamento, dalle attività commerciali agli studi professionali, fino al ritorno di Corsi universitari e servizi. Oltre a ciò riveste il ruolo prioritario, e cioè la sanità: “L’ospedale Santa Maria della Pietà deve ricominciare ad essere polo specialistico oltre ai professionisti di rilievo che già vi operano.”

L’invito del Partito Democratico è quindi a lavorare per tali obiettivi: “Per aiutarci e tornare a far prosperare, appunto, questa comunità camerte, invitiamo le altre forze politiche, partiti, movimenti, liste, associazioni, a progettare insieme e, anche in maniera civica se può essere utile, a pensare ad una proposta politica che sia responsabile. Una proposta che condivida questi principi per uscire dalle difficoltà in cui noi tutti ci troviamo e troveremo. – continua il testo della relazione approvata – Ciò perché la politica, e cioè l’occuparsi della cosa pubblica, non è propria di una bandiera piuttosto che di un’altra e deve essere un impegno morale per ciascun cittadino. I seggi vuoti sono una sconfitta di tutti, di chi li frequenta e di chi li diserta.”

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