Politica marchigiana in fermento in vista delle prossime consultazione regionali previste per la primavera del 2025.
Da tempo l’ex presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca si muove su una piattaforma politica che ha preso un nome ben definito “Base Popolare Marche”.
L’ex governatore ne è il leader e il  gruppo intende raccogliere consensi fra i moderati, per dare spinta ad una politica ferma sulle proprie “poltrone”.
Gli analisti non hanno dubbi e Spacca, con il suo movimento, sta gettando nello stagno politico regionale vari “sassi” che affrontano le analisi politiche e sociali, passando per gli aspetti economici,  che potrebbero influire nella prossima tornata elettorale.
A chi gli chiede quale alleanza sta pensando, lo stesso Spacca lo chiarisce:
La convergenza sui programmi e sul progetto di governo potrà essere determinante.
Senza ansie da prestazione elettorale.
Sicuramente non possiamo immaginare Base Popolare come un “ventre molle” che serva solo a far vincere le elezioni a qualcun altro, insomma come un cespuglio spelacchiato.
Alcide De Gasperi volle che i popolari, allora rappresentati dalla sua Dc, si alleassero con liberal-democratici e riformisti, per costruire un nuovo progetto, controcorrente, per essere motore delle riforme e costruire una nuova comunità capace di crescere, creare benessere e sicurezza sociale. Esattamente quello di cui oggi abbiamo bisogno.
Questa è la nostra missione indipendentemente dalle altrui valutazioni.”
Messaggio forte e chiaro che nelle ultime settimane Spacca conferma con precisazioni e riferimenti sempre più puntuali, lanciati tramite la pagina personale di facebook:
“Viviamo una situazione di grave disagio, che si evidenzia ad ogni passaggio elettorale, dove più della metà dei cittadini si allontana dalle urne.
Dilaga la sfiducia nelle istituzioni e verso una politica incapace di costruire soluzioni concrete.
Dall’altra parte appare ormai chiaro che l’affidarsi alla propria individualità, cercando di realizzare il solo interesse materiale, non funziona.
Come pure non reca nulla di buono il racchiudersi, o fondere acriticamente la propria coscienza, in un gruppo alimentato solo da rancori e paure.
Dopo oltre un decennio di progressivo impoverimento, alimentato da illusorie furbizie individuali, narcisismi leaderistici e populismi mediatici, si comprende sempre più che questa è la strada della “demagonia”, ovvero dell’agonia della democrazia.
Riaffiora così, libera e forte, la consapevolezza che la finalità dell’impegno politico non è “rottamare”, ma “costruire” il bene comune attraverso la responsabilità personale, scegliendo con competenza nella relatività degli strumenti disponibili.
Riemerge la consapevolezza che la legge del bene comune può affermarsi solo attraverso la valorizzazione di ogni persona, nella responsabilità delle comunità in cui ci si organizza, ad iniziare dalla famiglia, fino ad arrivare alle più estese comunità umane quali lo stato, l’Europa, le nazioni unite per la pace.
Realizzare il bene comune significa impegnarsi per la crescita, il benessere e la salute di ogni persona, perché si riprenda ad avere fiducia nella vita.
Questo è il nostro impegno.
E’ l’impegno di Base Popolare.
Un luogo d’incontro persino tra avverse visioni politiche, ma nel rispetto reciproco.
Dove costruire è più importante che distruggere.
Una piattaforma aperta ed inclusiva.
Una piramide rovesciata, dove la base è più importante del vertice.
Dove i doveri che nascono dalla responsabilità convivono con i diritti che appartengono ad ogni persona.
Un gruppo di amici, dove, chi ha maturato significative esperienze politiche diviene un “arco” al servizio di giovani “frecce”, che vogliono essere protagoniste di una nuova stagione politica. E tutti insieme si ritorna alla fiducia tra le persone e nella comunità.
Unisciti a noi.

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