Riceviamo da Eno Santecchia un’interessante ricerca su alcuni personaggi che hanno caratterizzato l’assistenza medica a cavallo degli anni ’60 ed inizi ’70.
L’autore ripercorre la vita di un mondo che non esiste più e, nell’intervista al dottor Antonio Piani, (attualmente residente a Civitanova) ricorda un decennio partendo dal suo lavoro di medico condotto.
“Prima della nascita del Servizio Sanitario Nazionale i medici condotti erano dipendenti comunali a cui si accedeva tramite concorso, ciò valeva anche per le ostetriche e i veterinari. Nei piccoli Comuni i medici svolgevano le funzioni di ufficiale sanitario e si occupavano anche dei vaccini, delle certificazioni per le patenti di guida e altro.
Quei sanitari curavano anche gli iscritti all’elenco dei poveri del Comune e curavano i rapporti con le varie mutue, all’epoca esistenti.

(Nella foto da sinistra a destra:
2 – geometra comunale Pietro Bocci, padre dell’arch. Giuseppe Bocci
5 – titolare della farmacia di Caldarola Nicolino Giuseppetti
6 – imprenditore Ennio Piccinini.
Oggi sono tutti scomparsi esclusa la coppia di sposi:
Antonio Piani, appena laureato, nel maggio 1964, e dopo aver superato l’esame di Stato si iscrisse all’Ordine dei Medici. Mentre usciva fu fermato dal dr. Eligio Ridolfi medico condotto di Serrapetrona, il quale gli chiese se potesse sostituirlo, in quanto doveva frequentare per due settimane un corso di pediatria a Parma. Antonio non aveva ancora avuto il tempo di prendere la patente, l’uomo replicò che avrebbe potuto fare le visite domiciliari con il taxi e il pomeriggio poteva essere accompagnato dal postino con la motocicletta.
Accettò, e in quelle due settimane filò tutto liscio; ebbe modo di conoscere il sindaco Giovanni Natalini, detto Lorè, gestore di un noto ristorante nella frazione Caccamo e i Quacquarini produttori di Vernaccia, già allora ben apprezzata.
Terminata la breve sostituzione, il venticinquenne Antonio svolgeva volontariato nel reparto di medicina dell’ospedale civile di Macerata. Per coprire le spese partecipava alle visite collegiali per la concessione delle pensioni. Un giorno del marzo 1965 si presentò a visita un sordomuto accompagnato da Ermanno Capponi, sindaco di Camporotondo di Fiastrone. Il sanitario che rappresentava l’INPS chiese al sindaco Capponi: “Avete bisogno di in medico condotto?”, il sindaco rispose: “Magari” e l’altro ribatté: “Eccolo qua”.
Alcune sere dopo Antonio, accompagnato dalla sorella, si recò a cena invitato da quel sindaco. C’erano il dr. Franco Rossi medico di Caldarola, che copriva anche quel Comune e il dr. Elvio veterinario, e padre dell’attore Cesare Bocci. All’epoca Cesare era uno studente, il padre, veterinario, anziché esercitare la sua professione, aveva preferito l’insegnamento nelle scuole medie dei dintorni.
Tempi eroici
Accettò quell’incarico e il 31 marzo 1965 iniziò.
Il territorio comunale di Camporotondo era piccolo, non c’erano frazioni. A circa due chilometri si trovava il convento di Colfano, Antonio ebbe il piacere di conoscere il padre guardiano Ugo Corradini da Fiuminata, il quale la prima frase che gli rivolse fu: “Lo sapevi che il beato Francesco, qui venerato, si chiama come te di cognome?”.
Padre Ugo passava spesso a trovare il nostro medico, una volta sfilò da un’ampia manica del saio una bottiglia di whisky!
All’epoca il convento era frequentato e molto attivo, Antonio ricorda che ospitava anche dei ragazzi che studiavano per diventare frati. Ricorda fra’ Giulio, il cuoco, che coltivava anche l’orto. Padre Natale Sartini, frate minore, era parroco di Monastero, a volte alloggiava nel piccolo convento nei pressi della chiesa di quella frazione di Cessapalombo; Antonio ricorda che d’estate vi si svolgevano anche gli esercizi spirituali delle suore.
Qualche mattina da maggio fino ad ottobre Antonio, in compagnia del portalettere Romolo Rilli, detto Romoletto, si recava a funghi sui monti sopra Monastero e Caldarola. Partivano all’alba … alle 8.00 il portalettere prendeva servizio e alle 9.00 il medico apriva l’ambulatorio.
All’inizio una volta mostrarono i funghi raccolti a padre Natale Sartini, esperto micologo, ma poi Antonio imparò a riconoscerli, anche grazie ad una buona guida cartacea.
Per le visite domiciliari in campagna era previsto un rimborso spese dell’auto, ma Antonio non lo pretese mai, gli agricoltori offrivano delle uova fresche.
Nei cinque Comuni
Negli anni Sessanta c’era carenza di medici, quindi dal 1968 in poi, per un anno e mezzo si occupò (lo chiamavano scavalco) anche dei pazienti di Serrapetrona e poi, per circa 4 anni, anche di quelli di Cessapalombo, Comune confinante. Per le ferie si aiutava con i colleghi medici di Caldarola e Belforte del Chienti.
Una mattina presto, di Santo Stefano del 1965, suonò alla porta, la moglie del medico di Belforte del Chienti, chiedendo la copertura dei pazienti, perché suo marito era ammalato e lui lo sostituì per più di tre mesi.
Il venerdì Antonio aveva il giorno libero e spesso si recava a trovare suo padre a Potenza Picena. La domenica l’ambulatorio era più affollato degli altri giorni, perché la gente di campagna veniva in paese a Messa.
Durante l’apertura dell’ambulatorio giungeva Nicolino Giuseppetti, titolare della farmacia di Caldarola, che vi gestiva un armadio farmaceutico (una piccola farmacia) e lo seguiva anche quando andava a Cessapalombo. Se non aveva qualche farmaco lo riportava il giorno successivo dalla sua farmacia ben fornita.
All’epoca a Camporotondo suoi buoni amici erano il geometra comunale Pietro Bocci, l’autotrasportatore Primo Francescangeli e l’imprenditore Deo Micheli. Quest’ultimo aprì al bivio Colfano il ristorante “Da Micheli”, in seguito gestito dal figlio Mauro e chiuso di recente.
Nei cuori di Antonio e della consorte prof. ssa Vanna Del Rosario quei piccoli comuni occupano un posto d’onore per l’amicizia, che regnava sovrana.
I tempi erano diversi, i mezzi e le comunicazioni carenti, ma si sopperiva con tanta amicizia e rispetto. I rapporti con i pazienti erano familiari, si dava del tu a tutti e, in caso di bisogno, ci si aiutava.
Una volta sposatosi a Pescara e al ritorno dal viaggio di nozze la gente di Camporotondo di Fiastrone fu invitata al rinfresco nella sua abitazione nella piazza del municipio: Romolo suddivise gli inviti per orari.
Un inverno dei primi anni Settanta ci fu un’influenza con tanti casi di polmonite e nessuno si ricoverava; Antonio andava a visitare quei pazienti con tante fiale di antibiotici prestate dal farmacista: guarirono bene.
Peggio che andare di notte!
L’ultimo inverno che era condotto a Cessapalombo lo chiamarono di notte per intervenire in campagna. Arrivato trovò l’ostetrica che aveva appena assistito al parto, mentre la puerpera ancora sanguinava.
Fuori c’era tanta neve e in quella casa era buio pesto, per un guasto mancava l’energia elettrica. Con l’aiuto di una pila il medico provvide a mettere i punti di sutura e andò via. Ma i medici coscienti ripensano al loro operato verso i pazienti visitati …
Il mattino seguente ritornò in quella casa isolata per controllare alla luce del giorno e medicare la sutura. La perdita di sangue era cessata e la donna era in buono stato di salute.
Ho voluto raccontare anche questo episodio sopra perché qualche mese fa sulla prima pagina de “Il Corriere della sera”, nella rubrica “Il caffè”, è apparso l’articoletto “Il medico di Fermo” di Massimo Gramellini. A Fermo un medico del Pronto Soccorso, smontando dal turno di notte, ha ripensato ad una giovanissima paziente con febbre alta e insensibilità agli arti visitata poco prima. Non si sentì tranquillo e, anziché andare a letto, andò a rivisitarla a casa sua.
Ripensandoci quel medico salvò la vita a quella ragazza, perché da un successivo ricovero risulterà che la giovane aveva una infiammazione al midollo. Quel dott. Francesco Bernetti Evangelista è rimasto stupito per la popolarità, affermando che ha fatto il suo dovere.
Antonio restò in quella piccola comunità fino al settembre del 1973, poi vinse un concorso a Monte San Giusto. Quella cittadina era in pieno boom calzaturiero; molte persone avevano un doppio lavoro e parecchi lavoratori provenivano da altri centri. Vi esercitò fino al 2005, continuando a fare il medico del lavoro fino al 2015.
Alla partenza di Antonio a Camporotondo di Fiastrone subentrò come sostituto il dr. Nabil Al-Zein.
Desidero ricordare anche
Di quelli che il prof. Rossano Cicconi chiama i cinque Comuni (Caldarola, Belforte del Chienti, Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo) e sui quali ha scritto tanto, mi piace ricordare l’indimenticabile filantropa Luisa Saracca (1916-2000), già ostetrica condotta a Caldarola, che ho avuto il piacere di apprezzare personalmente come infermiera quando era già a riposo. Anni fa con un mio articolo l’ho fatta inserire nell’Enciclopedia delle Donne di Milano.
La signora Vera Ficcardi (1926-2010) è stata ostetrica condotta di Cessapalombo amata dalla popolazione e moglie del compianto Carlo Scocchi di cui ho scritto un paio di articoli.
Eno Santecchia
nità negli anni 60/70: personaggi caratteristici dei cinque comuni


