Alcuni abitanti di Valcimarra, frazione di Caldarola, tornano a far sentire la loro voce in merito al traffico pesante e non, che transita giornalmente lungo la strada provinciale 180 che attraversa il paese.

La segnalazione arriva dal Consiglio della Comunanza Agraria di Valcimarra Caldarola che nella seduta del 24/09/2023 ha votato un ordine del giorno che chiede alcuni provvedimenti atti a tutelare la sicurezza e la salute degli abitanti.

Le cause riportate sono: limite di velocità non rispettando il limite di 30 Km,

manto stradale fortemente ammalorato e tombini idraulici non ammorsati all’asfalto, che provocano  rumori rimbombanti al transito dei mezzi pesanti.

Segnali stradali ricoperti da vegetazione o addirittura adagiati a terra, strisce di attraversamento pedonale invisibili.

Mezzi pesanti che non permettono di uscire di casa o dal garage con sicurezza  (pur pagando regolarmente alla Provincia la tassa sui passi carrabili).

I mezzi, che trasportano materiali di cava sprovvisti di teloni protettivi da polveri, durante i periodi caldi rendono impossibile tenere le finestre aperte.

Il sabato e la domenica, quando i mezzi pesanti non transitano, le moto non rispettano il limite e sembra di stare nel circuito di Misano Adriatico.

Da tempo gli utenti hanno fatto presente alla precedente amministrazione comunale tutte queste segnalazioni ricevendo in cambio una risposta dove si afferma che la strada è della Provincia, la quale è tenuta a porvi rimedio.

Il risultato è che da anni il disagio continua e per questo si sollecitano i responsabili a prendere provvedimenti necessari per tutelare la sicurezza e l’incolumità dei residenti.

Si consiglia pertanto il rifacimento del manto della sede stradale e la messa a norma dei tombini.

Telecamere che rilevano la velocità dei mezzi e le eventuali violazioni al Codice della strada.

Un impianto semaforico intelligente che permetta l’uscita dai garage o in alternativa l’installazione di dossi stradali.

Il sindaco Giuseppe Fabbroni ha fatto sapere che si interesserà del caso coinvolgendo la Prefettura, la Provincia e gli enti interessati alla problematica. Fra le ipotesi ci sarebbe anche un incontro pubblico per trovare insieme una soluzione che metta d’accordo tutti e in particolare la sicurezza delle persone.

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