Basta con le pugnalate alla schiena!

“Il male oscuro dell’Italia è la sua crescente sicilianizzazione ” diceva l’onesto siciliano Leonardo Sciascia.
Ma il male crescente non è solo quello, il male peggiore è quello che cresce all’interno dello Stato!
Carabinieri, poliziotti, magistrati, guardie di finanza…quasi ogni giorno leggiamo di loro connivenze con la malavita, di loro implicazioni in affari sporchi, di uso della loro posizione per trarne profitto personale agevolando fatti illeciti.
Il ladro è un criminale, l’assassino è un criminale, il mafioso è un criminale, ma l’uomo che ha giurato solennemente quando è stato assunto per servire lo Stato e i suoi cittadini, per poi pugnalarli alle spalle è un criminale e un vigliacco, perché gode di una copertura immensa per poi delinquere nell’ombra.
Abbiamo tanti uomini in politica più degni della galera che degli scranni ove siedono, ma costoro sono stati messi lì da elettori incauti che non possono o non vogliono leggere tra le righe gli indizi atti a ricusare certi soggetti.
Ma i “servitori dello Stato “ no, essi vengono assunti tramite una selezione, la stragrande maggioranza di essi sono persone degne, impegnate talvolta fino all’eroismo, ma troppe sono le falle in quelle selezioni per cui soggetti indegni infangano le Istituzioni.
Viviamo un’epoca di incertezze, alcune reali e altre enfatizzate dagli speculatori, ma è innegabile che i mutamenti, sia sociali, sia generazionali, sia climatici, sconcertano gli animi.
Vivere nella sfiducia, allontanandoci sempre di più dalle Istituzioni, è la più deleteria delle tendenze.
E coloro che provocano questo disastro sono i criminali peggiori.
Fra i “servitori dello Stato ” ci sono poi gli inadeguati, e questi purtroppo sono tantissimi.
Costoro sarebbero preposti ad affiancare il cittadino, ad aiutarlo a risolvere i problemi che lo affliggono, ma, o per carattere ben connaturato, o per infingardaggine, o proprio perché la disorganizzazione burocratica non riesce a venir fuori da problemi anche semplici, l’effetto è esattamente all’opposto.
Riesaminando fatti tremendi del recente passato, stragi o singoli omicidi, gli analisti evidenziano come le “scene del delitto ” siano contaminate per l’immediata presenza di addetti impreparati arrivati sul posto più come curiosi che come investigatori.
E costoro chi sono? ” incapaci” o “volutamente inquinanti”?
La “selezione ” di questi operatori, indispensabili ad una società moderna e civile, come può permettere queste falle?
Il cittadino, per definirsi tale, ha un elenco di diritti dai quali non si può prescindere, e il primo di questi è il diritto ad avere fiducia nello Stato, se troppi suoi rappresentanti tradiscono, è lo Stato stesso che fallisce.
Domenico Aquili


