Scorrere quello che ti propina internet spesso ti porta a concludere che stai sprecando un pezzettino della tua vita che, invece, potresti investire in modo ben più proficuo.

Poi capita l’imprevisto, ti imbatti in uno scritto che ti emoziona e ti induce a riflettere:
La signora Lorella (probabilmente di Camerino e con la quale vorrei migliorarmi incontrandola), si pone , con la sua ricchezza interiore e i suoi dubbi, davanti al suo Dio.
Ella tende ad escludere gran parte delle dottrine promulgate lasciandosi sedurre soltanto da Cristo e Francesco d’Assisi, i due ispiratori di fede maggiormente liberi da paludamenti teologici, portatori di messaggi semplici, comprensibili e accettabili.
In questo atto di umiltà e di forza chiarificatrice mi raffiguro la signora Lorella scalza, vestita con un modesto saio di canapa, sofferente per i suoi profondi pensieri, ma felice per la chiarezza che le sta venendo incontro.
In questi giorni il “Global Footprint Network ” ci fornisce i dati su quanto le nostre società prendono dalle risorse della Madre Terra.
Questi dati sono inquietanti: facendo il calcolo di quanto la Terra può produrre per ciascun abitante, noi italiani consumiamo più di due volte e mezza quello che ci competerebbe, esattamente 2,6.
Fra le nazioni c’è ne sono, come il Qatar, gli Emirati Arabi, il Lussemburgo, che consumano cinque volte e mezza quel che dovrebbero, altri come gli Stati Uniti cinque volte, altri come la Francia e la Germania quattro volte.
E agli ultimi cosa lasciamo?
Quanti stati sono costretti (da noi) a vivere con lo 0 virgola?
Molte comunità addirittura con lo 0 virgola 0 !!!
La nostra, definita senza remore “la civiltà dei consumi”, è in realtà una civiltà di rapaci incoscienti.
La nostra Madre Terra non è infinita, chi consuma più del dovuto ruba ai contemporanei e ai posteri, mancando di rispetto a chi ci ha dato la vita e ci ha consentito condizioni migliori tramite i loro sacrifici.
La superficialità dei governanti che traggono consensi dal benessere propinato e dal cieco ‘lasciar fare’, non fa prevedere ripensamenti.
L’introspezione fatta dalla signora Lorella dovrebbe valere anche per questi fatti meramente materiali che riportano però ugualmente alla sua citazione ‘ama il prossimo tuo come te stesso ‘.
Come lei dovremmo porci, vestiti di un saio di canapa, davanti agli errori dei consumi inutili, delle accettazioni passive di una società ubriaca, per incontrare la chiarezza delle cose giuste, libere più possibile dalla dottrina degli sprechi.
Domenico Aquili


